Il colpo di scena arriva alle 13,06 di ieri: il fax del Comune sputa un fax della Soprintendenza ai beni architettonici della Lombardia. Poche righe, che fanno sobbalzare il personale della segreteria: è una richiesta di sospensione dei lavori di demolizione delle facciate della ex Cantoni in attesa di accertare il valore storico delle stesse. Per questo motivo già domani i funzionari dell'ente di controllo saranno a Legnano per effettuare un sopralluogo. Dopo il botta e risposta delle ultime settimane tra minoranza e giunta, quel pezzo di carta fa finalmente chiarezza: dovranno essere i tecnici della Soprintendenza a dire se gli edifici potranno essere rasi al suo oppure bisognerà salvaguardarli. Eppure soltanto ieri mattina il vicesindaco Tomasello aveva ribadito che su quegli edifici non c'è alcun vincolo e che un mantenimento delle facciate originali comporterebbe tempi più lunghi e disagi per gli automobilisti visto che una corsia del Sempione potrebbe essere chiusa al traffico per quasi un anno. I lavori di abbattimento, aveva però sottolineato, di fatto erano già sospesi in attesa della riunione del comitato di vigilanza: «Ora - ha poi specificato Tomasello nel pomeriggio - invieremo tutta la documentazione che ci sarà richiesta e spiegheremo perché secondo noi quei capannoni dovrebbero essere demoliti per poi venire ricostruiti come previsto dall'accordo di programma». La prima richiesta di un vincolo per gli edifici che costeggiano via Cantoni risale al 1991, ma l'iter non è mai andato in porto. Due anni fa, inoltre, non appena venne approvato il progetto di recupero del comparto, il consigliere regionale Roberto Biscardini inviò un secondo esposto alla Soprintendenza, anch'esso rimasto lettera morta. Poi, alla fine di settembre di quest'anno, si sono mosse le minoranze di centrosinistra. E stavolta pare che la richiesta di vederci più chiaro sia stata accolta, Peccato che nel frattempo i lavori siano già cominciati con i due edifici già in parte sventrati. «Avete visto?»: ha commentato soddisfatto Roberto Borgio della Lista Di Pietro: «Noi su questa vicenda non abbiamo mai venduto fumo e avevamo ragione nel dire che la Soprintendenza può bloccare i lavori in qualsiasi momento. La giunta è stata smentita nei fatti». Battaglia vinta, dunque, ma solo per metà. Perché la sospensione non è ancora il verdetto finale e potrebbe benissimo essere che i funziona-ri preposti, dopo i controlli del caso, diano l'ok alla demolizione totale come auspicano proprietà e giunta municipale. Ma se per adesso le bocce resteranno ferme, la polemica tra maggioranze e opposizione non è affatto chiusa. E qualcuno minaccia persino di rivolgersi agli avvocati...