Corte Lepia, altro stop al progetto di recupero Il piano è stato ritirato dall'ordine del giorno del Consiglio comunale Ma l'intervento è urgente Il sindaco Dario Molinaroli: non sono state rispettate le procedure formali previste L'architetto Simone Albi: il complesso è carico di storia. Intervenga pure la Sovrintendenza Il progetto per il recupero di Corte Lepia è stato ritirato dall'ordine del giorno dell'ultimo consiglio comunale. La decisione il sindaco Dario Molinaroli l'ha motivata affermando che non erano state rispettate le procedure che vogliono quel progetto prima approvato dalla giunta e solo successivamente dal consiglio. Era stato, dunque, saltato un passaggio e le formalità vanno rispettate. Prima o poi, però, un progetto di recupero dovrà pur arrivare per quell'insigne convento, un importante monumento storico che risale ai primi anni del 1100 ed è da troppo tempo ormai lasciato al più completo abbandono, dopo che è stato spogliato di tutti i suoi tesori asportabili. Oggi è tra l'altro assediato dall'avvenuto allargamento della strada Porcilana e dalla realizzazione della nuova zona industriale del Comune di Lavagno. Il monastero femminile di regola benedettina nacque per un atto di donazione del 1176, del notabile veronese Bòzolo degli Avvocati, che aveva giurisdizione su quei terreni. Realda, prima badessa, e la sorella Gemma ne furono le promotrici. Per il complesso occorre un progetto di restauro conservativo, come è già stato più volte sollecitato qualche anno fa dall'Archeo Club di Legnago ed ora da Legambiente di Verona, che ha inserito l'antico monastero nella dodicesima campagna itinerante sull'intero territorio nazionale chiamata «Salvalarte», che punta a sensibilizzare al recupero delle testimonianze del passato segnalandole nella guida «Gioielli ritrovati». A queste sollecitazioni l'amministrazione di Lavagno non ha ancora dato una risposta ufficiale e chiara. «Eppure questo monastero», sottolinea con forza l'architetto Simone Albi, consigliere di minoranza del gruppo «Uniti per rinnovare Lavagno», «è carico di storia e va assolutamente tutelato, non snaturato». «Anche se l'incuria e le varie trasformazioni subìte nel tempo lo hanno modificato piuttosto pesantemente», continua Albi. «Qualcosa va fatto per salvare il salvabile. Per questo esamineremo con la massima attenzione ogni progetto di recupero che verrà presentato. E solleciteremo anche la Sovrintendenza ai beni architettonici competente il per territorio».
VERONA - LAVAGNO. L'antico monastero femminile benedettino sorto nel 1176 versa in grave degrado
Il progetto di recupero di Corte Lepia, un convento storico del 1100, è stato ritirato dall'ordine del giorno del Consiglio comunale di Lavagno. Il sindaco Dario Molinaroli ha motivato la decisione affermando che non erano state rispettate le procedure formali previste. L'architetto Simone Albi sostiene che il complesso è carico di storia e deve essere tutelato. La Sovrintendenza ai beni architettonici competente è stata sollecitata per esaminare ogni progetto di recupero che verrà presentato. Il monastero è stato abbandonato e è stato danneggiato dall'avvenuto allargamento della strada Porcilana e dalla realizzazione della nuova zona industriale.
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