Non solo Valle dei templi: un itinerario alternativo che dal capoluogo si spinge fino a Realmonte e Aragona Alle Fabbriche chiaramontane la mostra "Poliorama ottocentesco" Poi le geometrie del sito di salgemma e il paesaggio lunare della riserva ------------------------------------------------------------------------------- UN insieme vario di immagini: ecco cosa significa «poliorama», una parola invero poco diffusa ma che, scivolando fra le labbra, lascia un inequivocabile sapore ottocentesco. Facilmente possiamo immaginare che sia stata proprio questa sua caratteristica a incantare il dotto comitato di intellettuali che ha curato la bella mostra di pittura siciliana del diciannovesimo secolo che si può ammirare in questi giorni ad Agrigento. "Poliorama pittoresco", per lappunto, è il titolo di questa raccolta di immagini, sistemata presso il vecchio convento dei francescani minori in spazi espositivi di recente restauro, le Fabbriche chiaramontane. In questa elegante cornice trecentesca (originariamente si chiamava Aedes Magna ed era di Matteo Chiaramonte, il quale ne fece dono ai frati intorno al 1307) trovano degna collocazione i 58 dipinti selezionati da raccolte pubbliche e private per esemplificare i molteplici caratteri della pittura dellOttocento in Sicilia, secondo un percorso espositivo articolato in sezioni tematiche: i soggetti mitologici, gli interni, i paesaggi e così via. Particolarmente interessante la presenza di inediti, fra cui una tela di Giuseppe Sciuti dal chilometrico titolo "Appio Claudio risponde a Cinea che Pirro esca dItalia, poi si tratterà la pace" e una ventina di disegni che documentano il settore della grafica siciliana nellOttocento (la mostra è aperta fino al 28 febbraio, da martedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19,30; il biglietto costa 3 euro, lingresso agli spazi espositivi si trova in piazza San Francesco 1; telefono 0922 27729). E sempre ad Agrigento, nella sala Zeus del Museo archeologico regionale, alle 21 per "Oral and Intangibile Heritage Festival" va in scena lopera dei pupi con la compagnia Carlo Magno di Enzo Mancuso. E inedita è anche laltra visita che qui vogliamo suggerire, ancorché di genere totalmente diverso: tralasciati i templi, infatti, ci dirigiamo alla volta della vicina Realmonte. Qui sono due i tesori da segnalare: gli avanzi di una villa romana del I secolo dopo Cristo ancora oggetto di studi e scavi, e una miniera di salgemma, splendida di concrezioni minerali che formano affascinanti geometrie. La miniera è visitabile da gruppi previa richiesta (e approvazione del direttore): per informazioni telefonare allo 0922 816777. A questo punto, preso gusto alle escursioni vagamente alternative, ci spostiamo verso Aragona: il nome spagnolesco le viene da quello della madre del fondatore, Baldassare Naselli (che era per lappunto un Aragona Branciforte). Alla famiglia Naselli è legato il principale monumento della cittadina, il Palazzo Principe Naselli che domina la piazza Umberto fin dal principio del 1700 insieme alla chiesa del Rosario, della quale vale la pena di visitare la cripta, dove è sistemata la mostra permanente del Tesoro della chiesa: dipinti, paramenti, ori e argenti, e soprattutto unurna dargento in cui è custodito un frammento della Sacra Sindone. La principale risorsa di Aragona, oggi come ieri, è il suo territorio. Non solo perché densamente coltivato, soprattutto a olivi e agrumi, ma anche perché custodisce una delle riserve più particolari della nostra regione: le maccalube. Si tratta di piccoli vulcani di fango, alti una trentina di centimetri, che si formano per via della fuoriscita dal terreno di fango salmastro misto a metano che si accumula in caratteristici coni. Istituita nel 1995, la riserva protegge anche la flora e la fauna di questo singolare ambiente dallaspetto decisamente lunare, composta soprattutto da anfibi e rettili. Per le visite guidate occorre rivolgersi allente gestore, Legambiente, in via Salvatore La Rosa 53 ad Aragona, telefono 0922 699210.
SICILIA La pittura, le maccalube, la miniera Ad Agrigento tra i capolavori delluomo e della natura
Agrigento ospita la mostra "Poliorama ottocentesco" presso le Fabbriche chiaramontane, che presenta 58 dipinti selezionati per esemplificare la pittura dellOttocento in Sicilia. La mostra è aperta fino al 28 febbraio. A Realmonte, si possono visitare una villa romana del I secolo dopo Cristo e una miniera di salgemma con affascinanti geometrie minerali. A Aragona, si può visitare il Palazzo Principe Naselli e la mostra permanente del Tesoro della chiesa, che include dipinti, paramenti, ori e argenti. La riserva di maccalube a Aragona protegge un ambiente unico con piccoli vulcani di fango e una flora e fauna particolari.
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