"Prima e più importante causa culturale per cui vale impegnarci" Roma, 15 nov. - "E' tempo di aprire un dibattito costruttivo e propositivo perchè l'Italia del XXI secolo - la società italiana, non solo i tecnici e i politici - condivida la sfida della tutela e della trasformazione di qualità del paesaggio italiano come la prima e più importante causa culturale per cui valga la pena di impegnarci, se vogliamo che il destino delle 'belle contrade' non sia memoria passata, ma messaggio al mondo e banco di prova dell'Italia contemporanea". E' l'appello lanciato oggi dalle pagine de La Repubblica dal ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli. Secondo Rutelli i "guasti del paesaggio italiano" dimostrano che nella difesa di questo "ci troviamo di fronte a un fallimento generale". E oggi "siamo a un punto di non ritorno", perchè "i programmi di edificazione previsti e prevedibili possono fare irriversibilmente male al Paese. Io - spiega - ho proposto una strategia precisa: riformare il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio" e "inasprire le sanzioni per le ferite illegali al paesaggio". Su questo Rutelli chiede "un impegno di tutti, non solo del centrosinistra, perchè non vi siano mai più condoni edilizi". "Intendiamo promuovere - scrive ancora il ministro - nuova qualità della progettazione, della formazione, dell'organizzazione pubblica. Stiamo incentivando, pur con pochi mezzi, concorsi di architettura e - conclude Rutelli - riqualificazioni del paesaggio stressato".