È stato scelto il colore blu, per unire in un gesto simbolico i siti archeologici e per attirare l'attenzione su una malattia, il diabete, che negli ultimi anni ha registrato un trend negativo di crescita. Dall'empire state building di New York alle cascate del Niagara, dalla torre di Pisa alla Campania, che illumina di «luce nuova» il castello Aragonese e il tempio di Venere a Baia oltre la reggia di Caserta. Il progetto di sensibilizzazione si inserisce nell'ambito delle iniziative organizzate per la Giornata mondiale del diabete, indetta per oggi, ma che ha avuto inizio già durante lo scorso fine settimana con una serie di screening gratuiti in tutte le piazze italiane. Il diabete è una patologia cronica, costosa da curare, che solo in Italia interessa il 5 per centodella popolazione (circa tre milioni di persone) e che colpisce in modo grave anche i bambini e gli adolescenti. Il fascio di luce blu creato per illuminare i siti archeologici mondiali ha dunque un solo obiettivo: sensibilizzare e ricordare che controlli, prevenzione e un'alimentazione corretta, sono di significativa importanza per combattere la malattia. L'iniziativa messa a punto dalla Federazione internazionale del diabete, in seguito della risoluzione delle Nazioni Unite firmata nel gennaio scorso, è stata appoggiata con entusiasmo anche del parco regionale dei Campi Flegrei, dal comune di Bacoli e dalle sezioni campane del Sid (società italiana diabetologi) e dell'Amd (associazione medici diabetologi). L'adesione alla giornata mondiale dei diabetici ha ricevuto anche il consenso del Soprintendente per i beni archeologici di Napoli, Maria Luisa Nava, convinta che l'arte, la cultura e la storia possono essere strumenti di sensibilizzazione per promuovere iniziative atte a migliorare condizioni di vita e a promuovere campagne per la ricerca. «Illumineremo questi due siti archeologici, - ha sottolineato la Nava - aderendo all'iniziativa mondiale, proprio in un momento in cui abbiamo scelto di valorizzarli con le luci grazie alla kermesse Bagliori d'antichità che tanto successo ha riscosso all'inizio dell'autunno»