Scavi di Pompei blindati e a prova di furto, con l'utilizzo di sofisticati sensori e nuovi occhi telematici. Lo ha annunciato ieri il capo di gabinetto del ministero peri Beni Culturali, Raffaele Squitieri, giunto a Pompei per partecipare al summit sulla sicurezza dell'area archeologica voluto dal ministro Urbani dopo l'ultimo raid. «Il sito pompeiano è vulnerabile - dicono i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico - e il furto della vera di pozzo asportato dalla Casa dei Ceii in piena notte non fa testo più di tanto, ma dimostra che il servizio di sicurezza è inefficiente e bisogna correre ai ripari». Peraltro a quanto pare nella stessa Casa dei Ceii scomparve, una decina d'anni fa, una fontana dello stesso materiale del pozzo rubato: non è del tutto peregrina l'ipotesi della regia di qualcuno che ha voluto completare la sua collezione. Con Squitieri, il ministro ha inviato a Pompei il vicecomandante del nucleo dei carabinieri per la tutela del patrimonio artistico, colonnello Giovanni Pastore, e due ispettori ministeriali. La strategia di difesa, delineata nell'incontro di ieri mattina con il soprintendente archeologo Pietro Giovanni Guzzo e il city manager Giovanni Lombardi, sarà attuata attraverso un piano suddiviso in varie fasi. L'obiettivo è quello di blindare tutti i 45 èttari degli Scavi di Pompei; ma soprattutto, la parola d'ordine è fare in fretta. Il ministero - annuncia Squitieri - ha dato piena disponibilità economica nel finanziare uno studio di fattibilità, prima, e la successiva realizzazione, in tempi ristretti, di un sistema di difesa elettronico». Sofisticati sensori e nuovi occhi telematici, che si aggiungeranno alle cento telecamere già esistenti (ma che non funzionano per le conseguenze di un incendio) saranno installati all'interno di tutte le domus più prestigiose. Segnali acustici e luminosi avvertiranno gli operatori della sala regia quando persone non autorizzate entreranno in contatto con affreschi e mosaici dell'antica città sepolta. E ancora, ministero e soprintendenza lavoreranno gomito a gomito per la razionalizzazione lei turni di lavoro degli addetti alla vigilanza, «il personale non è sufficiente per tutelare il sito - spiega il capo di Gabinetto - così, in accordo con i sindacati, rinforzeremo i turni di guardia». Un'ampia collaborazione è stata promessa dai carabinieri con un'azione di vigilanza, anche notturna, a supporto del lavoro dei custodi. Gli ispettori del ministro Urbani rimarranno a Pompei per un tempo indeterminato, per effettuare ulteriori accertamenti e seguire da vicino lo sviluppo del piano di difesa del sito. «L'attenzione su Pompei è massima - ha detto Squitieri - ci sentiamo responsabili della tutela del sito, non soltanto verso gli italiani, ma verso tutti i cittadini del mondo: non per nulla Pompei è proclamata dall'Unesco patrimonio universale». Mentre negli uffici della soprintendenza di Porta Marina Superiore era in corso l'incontro, i custodi aderenti a Cgil, Cisl e Uil erano riuniti in assemblea per protestare contro le accuse mosse nei loro confronti dall'amministrazione all'indomani del furto. I turisti così non hanno potuto varcare i cancelli prima delle 10,30.
Mai più saccheggi, blinderemo gli Scavi
Il ministro dei Beni Culturali ha annunciato che i Scavi di Pompei saranno blindati e difesi con nuovi occhi telematici e sensori. Il sito è vulnerabile al furto e il recente furto di una vera di pozzo ha dimostrato l'inefficienza del servizio di sicurezza. Il ministero ha inviato un vicecomandante e due ispettori per effettuare accertamenti e seguire lo sviluppo del piano di difesa. L'obiettivo è quello di blindare tutti gli èttari degli Scavi di Pompei e di attuare un piano suddiviso in varie fasi. Il ministero ha dato piena disponibilità economica per finanziare uno studio di fattibilità e la realizzazione di un sistema di difesa elettronico.
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