MERCOLEDÌ, 14 NOVEMBRE 2007, IL TIRRENO - Lucca A Petrognano un cascinale è diventato un edificio di cemento su tre livelli» PETROGNANO. Allarme di Italia Nostra sulla ristrutturazione di un cascinale. Secondo l'associazione, al posto della capannetta preesistente integralmente subito demolita «non solo è ormai sorto (grazie all'immenso bonus volumetrico previsto dallo strumento urbanistico) un ampio edificio in cemento armato a tre livelli che niente ha a che fare con le caratteristiche dell'architettura tradizionale di quei luoghi, ma il tutto è stato accompagnato da amplissimi movimenti di terra per la costruzione di strade private di accesso sia all'edificio che alle sue pertinenze (strade ben più ampie della pubblica via esistente) e da un'opera di abbattimento di tutta la vegetazione di olivi e boschiva che era interna al lotto. «La riconformazione del pendio e l'assoluto denudamento collinare che sono stati effettuati, da un lato cancellano forme tipiche del nostro paesaggio che dovrebbero essere integralmente conservate (come a parole afferma lo strumento urbanistico), dall'altro favoriscono effetti deleteri sul piano della sicurezza e della stabilità del fronte collinare, con i materiali superficiali trascinati a valle dal libero dilavamento delle acque, sia sulla pubblica via che sui terrazzamenti sottostanti». Una situazione grave, dice Italia Nostra, che necessita di immediate verifiche e di azioni conseguenti, anche sul piano dell'autorizzazione ambientale. «Chiediamo alla Soprintendenza - afferma il presidente Roberto Mannocci - la verifica della coerenza dell'intervento con la dovuta tutela dell'assetto collinare. Queste trasformazioni non possono essere qualificate come opere di "recupero", ma sono soltanto operazioni deleterie sui beni paesaggistici e sui delicati assetti ambientali delle colline. E a queste operazioni, purtroppo, l'attuale amministrazione non sa (o non vuole) porre rimedio alcuno». Italia Nostra torna a invocare un'urgentissima generale revisione della strumentazione urbanistica vigente «ben più incisiva, chiara e determinata delle modestissime correzioni e integrazioni apportate senza confronto né con la più vasta cittadinanza né con le associazioni ambientaliste».