Avete votato a favore della delibera anti cementificazione della collina? Preparatevi a sborsare milioni di euro. Questo in sostanza la clamorosa minaccia dei privati, che due giorni fa si sono visti «dare ragione» dal Consiglio di Stato nella vertenza che li oppone al Comune di Bologna per la costruzione di un mega residence da 49 appartamenti invia Cavaioni. Infatti vista la prima reazione dell'assessore all'Urbanistica Virginio Merola, che all'indomani della sentenza ribadiva la bontà della linea del Comune, la società Real Mina Estate ora parla apertamente di richiesta danni. Per quanto? «Svariati milioni di euro », fa sapere l'imprenditore Massimo Minarelli. Merola lancia un primo segnale che vuole essere distensivo: l'iter della pratica che deve esaminare il progetto del residence «è già ripreso». Detto questo, Merola non alza ancora bandiera bianca. «Ora chiediamo un pronunciamento del Consiglio di Stato nel merito, spero nel più breve tempo possibile, perché a oggi non l'abbiamo ancora avuto », spiega l'assessore. Per il legale Federico Gualandi non è così, tanto che accusa il Comune di avere «distorto la verità» sulla sentenza in un modo che «ci ha dato fastidio »: «La risposta a palazzo d'Accursio è già nel merito, perché afferma che il Tar dell'Emilia Romagna (che a luglio aveva bocciato la delibera salvacollina di Merola, ndr) ha detto "cose giuste", conformi alla legge regionale 20». «Quella del 6 novembre è solo un'ordinanza cautelare che non accoglie la nostra richiesta di sospensiva del giudizio del Tar - ribatteMerola -. Per questo chiediamo di fissare un'udienza di merito. Vogliamo avere in mano un parere definitivo. Altrimenti corriamo il rischio di trovarci davanti a edifici già costruiti». Inutile argomentare, come fa Minarelli, che in fondo i 1700 metri quadri da edificare «non si trovano nel cuore della collina ma sul Reno, al confine con Sasso Marconi». «Quella è comunque un'area a tutela paesistica», obietta l'assessore. Merola insomma si prepara a una battaglia a lungo termine: «Loro hanno vinto un match. Non neghiamo il loro diritto ad avere una valutazione, ma noi abbiamo il diritto di difenderci». E la richiesta danni al Comune? Richiesta che, per inciso, ricadrebbe sui soli consiglieri dell'Unione: An era uscita dall'aula, azzurri e Ltb avevano votato contro la delibera che bloccava nuove edificazioni sui colli. «È plausibile se noi neghiamo il loro diritto a costruire, ma non ci siamo ancora arrivati » replica l'assessore. Minarelli ha anche lamentato di aver chiesto più volte un incontro a palazzo, senza risultati. «Mi pare strano che chi fa causa chieda un incontro - ribatte ancora Merola - comunque li vedrò la settimana prossima». Quella del Comune è però una corsa contro il tempo:alla pratica della Real Mina Estate mancano infatti solo i pareri di Asl e Arpa, dopodiché se le carte sono in regola palazzo d'Accursio non potrà che dare il via libera. a.com. QUALITÀ Il sindaco Graziano Delrio dice: «Vogliamo una qualità urbana che favorisca le relazioni, la conoscenza tra vecchi e nuovi cittadini. Una centralità degli spazi pubblici, nei quartieri e nelle frazioni. Una occupazione cordiale del territorio come risposta al senso di sradicamento dell'identità ». L'assessore all'Urbanistica Ugo Ferrari sintetizza i criteri guida: «Città europea, dell'innovazione e della cultura, della coesione sociale e della sostenibilità ambientale ». Giuseppe Campos Venuti, urbanista di fama internazionale e consulente generale del Piano, parla di «scelte coraggiose, di assoluta avanguardia in Italia». Che cosa succede di così importante a Reggio? Succede che la città sta cambiando profondamente, anche sull'onda di una immigrazione e di una crescita della popolazione ben oltre le medie regionali e nazionali. In quindici anni gli abitanti - adesso a quota 160.000 - sono aumentati del 18: per dare un'idea, a Modena la percentuale è stata del 2, a Parma del 3. A Reggio in cinque anni, gli immigrati regolari sono raddoppiati: ora sono più di 18.000, di 120 nazionalità diverse, pari all'11,4 dei cittadini. Gli storici fiori all'occhiello dei reggiani, a partire dagli asili «più belli del mondo» e dai servizi sociali, resistono ancora, così come resistono alti di livelli di sviluppo produttivo, di occupazione, di benessere economico diffuso.Manon esiste più, semmai è esistita in passato, l'isola felice. Traffico, inquinamento, fasce di povertà, insicurezza, integrazione sono anche qui problemi complicati. In più, la crescita è stata a dir poco tumultuosa, più di quantità che di qualità, sia negli insediamenti produttivi che negli interventi residenziali. Non è un mistero che, su questi aspetti, tra la fine della passata legislatura e l'avvio di quella in corso, si sia consumato uno scontro politico dentro la stessa maggioranza di centrosinistra. Gli attuali amministratori vogliono voltare pagina. Per dirla con le parole dell'assessore Ferrari,«rimettere in equilibrio la città». Mandano in archivio il vecchio Prg - mica poi tanto vecchio, essendo del 2001 - e si preparano a varare il nuovo strumento di indirizzo generale, che ora si chiama Psc (Piano strutturale comunale). Nei giorni scorsi sono iniziate le conferenze di pianificazione sul documento preliminare, che proseguiranno fino a maggio. Il testo definitivo dovrebbe essere adottato dal Consiglio comunale entro la fine del 2008, per entrare pienamente in vigore con l'inizio della prossima legislatura ed essere attuato concretamente attraverso i Poc (Piani operativi comunali) di durata quinquennale. Contestualmente, è in fase di realizzazione anche il nuovo Piano dei servizi, a sua volta chiamato a fronteggiare una realtà in forte trasformazione. Se i fatti confermeranno gli indirizzi, scatterà il semaforo rosso per l'espansione indiscriminata, per la moltiplicazione delle aree industriali, per i villaggi residenziali nelle zone agricole. Si edificherà molto meno, si punterà sul recupero dell'esistente e sulla riqualificazione, sulla qualità del paesaggio e del sistema produttivo, sul verde e sul risparmio energetico, sull'innovazione e sullo sviluppo dell'università. «Nei prossimi quindici anni - spiega Ugo Ferrari - saranno costruiti non più di 12.000 alloggi, in media 800 l'anno, cioè la metà rispetto a quanto è avvenuto negli anni passati. E il 20sarà di edilizia pubblica, destinata alle fasce sociali in difficoltà. Ci concentreremo su alcuni poli di eccellenza, con varie specializzazioni: il centro storico, le aree ex Reggiane e San Lazzaro, le Ville Ducali. E la zona nord, porta di accesso alla città, con il casello autostradale, i ponti di Calatrava che abbiamo appena inaugurato, la stazione mediopadana dell'alta velocità, progettata dallo stesso architetto spagnolo, che sarà pronta nel 2010».
l'Unità
11 Novembre 2007
BOLOGNA - Collina, il costruttore vuole i danni
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