FOLLONICA. Come ex assessore ai beni culturali e ambientali del Comune di Piombino nella legislatura 1995-99 mi meraviglio che ancora si parli del Parco di Montioni nei termini usati dall'assessore provinciale di Grosseto Bastianini, con parole che alla fine dei conti non vogliono dire assolutamente niente, se non trovare scuse. Ricordo che il Parco, dopo anni di silenzio, fu fatto decollare dal nulla (perché nulla esisteva sulla carta) nei primi mesi del 1996 da un gruppo di assessori tutti di area ds, con un'eguale passione per la valorizzazione e la promozione dei beni ambientali del nostro territorio, il sottoscritto (Piombino), Claudio Saragosa (Suvereto), Massimo Ricci (Follonica), Angela Dell'Agnello (Campiglia Marittima). Il nostro scopo era il recupero di un'area che finiva per essere marginale per tutti (compresa la Comunità Montana che pure vi operava) con un tentativo di ridisegnare la percezione del territorio. I sistemi ambientali erano per noi uno spazio comune su cui agire, per questo agli inizi del 1996 firmammo un protocollo d'intesa (anche qui partendo da zero) che istituiva una commissione di lavoro, presieduta da Andrea Vellutini, presidente del Parco della Maremma. Scopo: fornire indicazioni utili per l'istituzione del parco e per la redazione dei piani particolareggiati, per la sentieristica e per la coltivazione del bosco. Nello stesso tempo iniziammo un percorso di partecipazione democratica della popolazione che non doveva vedere l'istituzione del parco come qualcosa di calato dall'alto, che portò ad un accordo di programma fra i Comuni. Dopo circa dieci mesi avevamo le risoluzioni della Commissione con indicazioni dettagliate sulla vegetazione, le risorse agricole, la possibilità di un'azienda agraria pilota, la gestione della fauna, i percorsi didattici, i possibili musei, la gestione. Un mese dopo era pronta una carta dettagliata 1:25.000 sui principali percorsi del parco. Per quanto riguarda la gestione, anche se i Comuni della Val di Cornia avevano già uno strumento gestionale come la Società dei Parchi, venne deciso, date le caratteristiche del territorio, di andare verso un parco interprovinciale che ribadiva l'importanza e la centralità di questo progetto per lo sviluppo territoriale, tanto che venne inserito nel Secondo Programma delle Aree Protette della Regione per il '9799. Tutto a posto dunque? Neanche per idea! Eravamo stati troppo veloci. Anche allora qualcuno della provincia di Grosseto alzò il ditino inquisitore: come osavamo noi miseri assessori prendere iniziative che in qualche modo disturbavano il manovratore che preferiva sviluppare tante piccole "oasi" puntiformi invece di proteggere e valorizzare un intero territorio di 7000 ettari. Quello che nell'Italia dei condoni e degli scempi poteva essere visto come un merito dei quattro assessori, veniva considerato dalla provincia di Grosseto quasi un capriccio (ma perché volete fare un parco?) e dalla Comunità Montana quasi un delitto di lesa maestà. Ne sanno qualcosa gli assessori livornesi Della Pina e Reggiani che si batterono fino in fondo per la realizzazione del parco contro le ambiguità grossetane. Fu grande merito del Comune di Follonica, che sta continuando la sua battaglia, se il Parco di Montioni non è finito nel dimenticatoio, almeno nella parte dei lecci grossetani. Ora l'Assessore Bastianini parla di "sparate" del sindaco di Suvereto Pioli per il quale la definizione del Parco di Montioni è fondamentale per il suo Comune e adduce come patetica scusante il fatto che a Livorno siano cambiati alcuni assessori. Dica piuttosto che vuole che i lecci grossetani restino tali e quelli livornesi anche, non si sa mai cosa potrebbe nascere da simili pericolose ammucchiate!
TOSCANA -GROSSETO: I maldipancia grossetani sul Parco di Montioni
L'articolo è scritto da un ex assessore ai beni culturali e ambientali del Comune di Piombino. Il Parco di Montioni è stato istituito nel 1996 da un gruppo di assessori di area DS, compresi il sottoscritto, Claudio Saragosa, Massimo Ricci e Angela Dell'Agnello. Il loro scopo era il recupero di un'area marginale con un tentativo di ridisegnare la percezione del territorio. I sistemi ambientali erano uno spazio comune su cui agire. Il gruppo ha firmato un protocollo d'intesa per istituire una commissione di lavoro per fornire indicazioni utili per l'istituzione del parco.
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