Trasloco imminente per il Centro d'arte contemporaneadi Siena Palazzo delle Papesse. La voce circola datemposotto la Torre del Mangia ma adesso i sussurri si stanno trasformando in certezza. Nell'arco di una manciata di giorni, dieci al massimo, Siena saprà che fine farà il suomuseo di arte contemporanea, conosciuto e apprezzato nel mondo. Sì, perché entro questa data il Comune dovrà decidere se rinnovare il contratto d'affitto con la Banca d'Italia (proprietaria dell'immobile dovesi trova ilmuseo)ononfarne di niente e far traslocare il museo e la sua collezione in alcuni locali ricavati dal Santa Maria della Scala. Un trasloco che avrebbe il sapore diuna sconfitta e di una chiusura. Non resta che attendere. UN ADDIO? Quella del senese Palazzo delle Papesse dedicato all'arte contemporanea si sapeva che a qualcuno proprio non andava giù: da tempo si rincorrevano voci che rivendicavano ad altri usi il bel Palazzo di via di Città di proprietà della Banca d'Italia. Ora sembra che si sia giunti all'epilogo, almeno a stare alle voci che a Siena girano da tempo. Una cosa è certa: alla finedi quest'anno scade la convenzione fra il Comune di Siena e ilComplesso museale di SantaMaria della Scala il chefa sìche i prossimi dieci giorni siano decisivi per il futuro dell'antica ed importante istituzione destinata sempre di più ad essere il centro della molteplice attività culturale della città. Il fatto è che il Palazzo delle Papesse, o meglio il suo centro per l'arte contemporanea,fa parte dell'insiemedelle attività dell'anticoospedale. Ne consegue che l'urgente ed imminente ridiscussione del ruolo delSanta Mariadella Scala coinvolga, e non poco, il museo delle Papesse il cui contratto d'affitto con la Banca d'Italia scade fra un anno emezzo circa. È evidente però che l'eventuale decisione dinonrinnovare il contrattodaparte delComune andrebbe presa con abbondante anticipo pernonincorrere in penali salatissime. Due sembrano quindi le ipotesi più probabili rispetto al futuro del Centro per l'artecontemporanea: otutto resta come è, almeno fino alla scadenza del contratto del Palazzo delle Papesse, o Marco Pierini, il direttore, si trasferisce presto in qualche fetta dei 30.000 metri quadri del Santa Maria della Scala con la sua programmazione, con Radio Papesse, La collezione e il patrimonio di esperienze accumulati nei quasi dieci anni di attività che ne ha fatto uno dei centri più vitali dei linguaggi contemporanei.Quest'ultimaipotesinonsarebbe, comeè evidente, una cosa indolore perché unmuseochesichiamacomeil palazzo che lo ospita e che con quel nome è conosciuto nel mondo avrebbe certamente molto da soffrire dal cambio di sede.