Lassessore incontrerà il costruttore: "Ma non ha maturato nessun diritto" Sono state respinte dal consiglio comunale. "La minaccia di far pagare ai consiglieri che votarono è un ricatto improprio e indecoroso" -------------------------------------------------------------------------------- Il Comune non tratta con Mina Real Estate, la società che ha ottenuto da Tar e Consiglio di Stato il permesso di edificare un residence sui colli, in zona Domizzola. «Non hanno maturato nessun diritto a costruire» scandisce lassessore allurbanistica Virginio Merola dopo un summit con la titolare dellAmbiente Anna Patullo e i gruppi di maggioranza che nel luglio 2006 votarono la variante salva-collina. Linea dura quindi, anche se domani lassessore incontrerà il legale di Mina Real Estate, Federico Gualandi, dopo che il titolare della società, Massimo Minarelli, ha minacciato di chiedere un risarcimento danni da 1 milione di euro ai consiglieri comunali che votarono la variante. Intanto la Cdl incalza e chiede la testa di Merola, con un ordine del giorno - poi bocciato in consiglio comunale - che invita il sindaco a «sostituire» il suo assessore. «Con la vittoria al Consiglio di Stato - spiega Merola - la Mina ha ottenuto solo il diritto a riaprire la pratica del suo megaresidence, non a realizzarlo. Quindi stiano calmi. Se e soltanto se il piano particolareggiato avrà esito positivo, allora verrà acquisito un diritto a costruire». Intanto il Comune non ha nessuna intenzione di andare incontro a Minarelli, padre del progetto. Nemmeno con una permuta, perché «il Comune ne fa solo se costretto». E quanto al maxirisarcimento ai consiglieri, Merola lo definisce «un ricatto abbastanza improprio e indecorso». E muro contro muro quindi. Con Legambiente che si schiera a fianco del Comune, che ha già fissato per martedì prossimo unassemblea pubblica in Sala Farnese per discutere i problemi della collina. «Se lamministrazione vuole resistere al progetto del residence, noi siamo dalla sua parte» fa sapere Luigi Rambelli, presidente regionale di Legambiente, che invoca lintervento «del Governo», «dei Beni Culturali», o «il ricorso al Capo dello Stato». Intanto però Forza Italia va allattacco e punta il dito contro Merola. «Troppi errori, troppi dietrofront», accusa Lorenzo Tomassini, «dai tentennamenti sulla Moschea alla debacle giuridica sulla collina». Da qui linvito al sindaco di «sostituire lassessore», colpevole di una «arroganza e di una pervicacia inimmaginabile nel portare avanti tesi giuridicamente infondate». Il tutto mentre in consiglio comunale si continua a discutere anche di costi della politica. Ieri il consigliere de La Tua Bologna Alberto Vannini ha presentato un ordine del giorno per abbassare lo stipendio di sindaco e assessori e imporre aspettativa e indennità fissa per i consiglieri comunali dipendenti di aziende pubbliche o private.