I sindacati hanno presentato la piattaforma sul contratto nazionale, la vertenza è a una svolta Sabato suonerà e devolverà il compenso alla Verdi Il sindaco Moratti: la responsabilità è del sovrintendente ma mi auguro che prevalga il buonsenso -------------------------------------------------------------------------------- Per ora è soltanto una delle alternative allo sciopero alle quali si sta pensando in questi giorni alla Scala. Sabato prossimo il concerto di Orchestra e Coro con il Requiem verdiano diretto da Daniel Barenboim, in programma a Parma, potrebbe svolgersi regolarmente, e gli artisti scaligeri stanno meditando di devolvere i loro compensi a unaltra istituzione milanese. Secondo le indiscrezioni, il beneficiario potrebbe essere lOrchestra Verdi, che da tempo è in attesa di una soluzione ai suoi problemi finanziari. Nulla di ufficiale, ma pare che le sigle sindacali stiano cercando unintesa per attuare una protesta meno frontale, e per rispondere alle critiche di corporativismo piovute loro addosso da più parti con un gesto di responsabilità. Nella vertenza che contrappone i sindacati alla direzione scaligera sul contratto integrativo - su cui anche il sindaco Letizia Moratti ha rotto il silenzio - emerge un nuovo elemento che potrebbe portare a una schiarita: le segreterie nazionali di Cgil, Cisl, Uil e Fials hanno presentato ieri allAnfols (lassociazione delle fondazioni liriche), allAgis e al ministero dei Beni Culturali la loro piattaforma sul contratto nazionale. «Si tratta sicuramente di un fatto positivo» commenta Giancarlo Albori, della Cgil lombarda. Lapertura del tavolo sul fronte nazionale potrebbe far superare lo scoglio contro cui si è arenata la trattativa alla Scala che ha portato allo sciopero di venerdì scorso. Il sovrintendente Stéphane Lissner ha infatti insistito molto su questo punto: «Non è possibile una discussione sullintegrativo in assenza del contratto nazionale». Farebbe testo una sua lettera inviata alle organizzazioni sindacali il 5 ottobre 2006, nella quale precisava di essere «disponibile ad aprire il tavolo per il rinnovo del contratto integrativo in parallelo con il contratto nazionale» e si impegnava «a reperire le risorse finanziare» necessarie. Le due lettere successive, del 1 e del 25 giugno 2007, confermavano la sua disponibilità, ma sempre tenendo conto «dei contenuti della lettera del 2006». Ma i sindacati ribadiscono: un conto è discuterne «in parallelo», un altro subordinare lintegrativo al nazionale. La piattaforma sindacale parte proprio dalla critica alla legge Asciutti e ne chiede «la radicale modifica, soprattutto in quelle parti tese a condizionare il ruolo dei soggetti negoziali». Tra gli altri obiettivi, la stabilizzazione delle piante organiche a garanzia di qualità e produttività, la certezza e la congruità delle risorse per il settore lirico, laumento dei minimi stipendiali. Tutto questo a fronte di una proposta durissima della controparte, e cioè dellAnfols, che prevede lazzeramento dei contratti integrativi per i nuovi assunti. Oggi il sovrintendente Lissner incontrerà il ministro ai Beni Culturali Francesco Rutelli a Modena per la presentazione del concorso Pavarotti, cui la Scala collabora: il vincitore della prima edizione avrà lopportunità di cantare a Milano nella successiva stagione in unopera in cartellone. Inutile dire che si parlerà anche della vertenza Scala, tanto che la giornata di oggi viene ritenuta decisiva. «Aspettiamo qualche segnale - spiega Domenico Dentoni della Uil - dopo vedremo il da farsi». Sulla delicata situazione e sulla minaccia di altri scioperi interviene anche il sindaco Letizia Moratti, che si augura che su SantAmbrogio prevalga il senso di responsabilità «perché per tutta la città di Milano la Scala e levento della "prima" sono molto importanti». «Abbiamo aperto anche un confronto con il governo - aggiunge il primo cittadino - perché le rivendicazioni non sono di tipo economico. E daltra parte non è possibile fare un contratto integrativo quando non esiste ancora un contratto nazionale». Il sindaco ha comunque escluso che da parte sua o della sua giunta ci sia un intervento diretto nella vertenza in corso: «La responsabilità è del sovrintendente».