Il monumento compie due secoli. Ma è chiuso ai visitatori -------------------------------------------------------------------------------- Una generazione di palermitani non ha mai potuto visitare la Palazzina Cinese. E a quanto pare lattesa sarà ancora lunga. Le imprese dellultimo lotto hanno ceduto il proprio ramo restauro. «Il restauro - spiegano ai Beni culturali - riprenderà quando la nuova ditta avrà i permessi. La riapertura al pubblico cinque mesi dopo lavvio del cantiere». Una cambiale in bianco, che ci porta a riflettere sullo stato del monumeno e più in generale sul parco della Favorita. Progettata dallarchitetto Venanzio Marvuglia per lesilio forzato a Palermo di re Ferdinando IV di Borbone e della regina Maria Carolina tra il 1798 e il 1802, la villa venne costruita su una preesistente casina in stile cinese di proprietà del barone Giuseppe Lombardo della Scala. Chiusa da tempo, chi ne volesse conoscere i fasti lo può fare solo attraverso i documenti che la descrivono come luogo ameno dove il re amava intrattenersi coi suoi ospiti tra balli e pranzi, battute di caccia ed esperimenti botanici tra il Parco. Per realizzare il parco, nel 1799, furono espropriati i terreni sotto il fianco di Monte Pellegrino degli Ajroldi, Salerno, Pietratagliata, Niscemi, Vannucci, Malvagia e Lombardo. Finalmente, nel 1802, il Marvuglia consegna palazzina e parco al re che vi si trasferisce dalla vicina residenza dei Bordonaro. Dopo vari passaggi la casina passerà dallo Stato alla Regione siciliana, che con una convenzione cederà parco e palazzina al Comune di Palermo che a tuttoggi ne è gestore e custode. Ma mentre altri parchi hanno mantenuto invariato il loro impianto originario, quello della Favorita è stato via via smembrato, rimpicciolito e chiuso. Altri beni artistici - si pensi ai Quattro Canti e piazza Pretoria - sono stati restaurati dalla Soprintendenza a tempo di record. Per la Palazzina Cinese solo annunci. Lo stato di degrado della palazzina esplode circa trentanni fa, nel 1973, quando una grossa infiltrazione dacqua causa il crollo del ballatoio di un balcone che guarda verso Mondello. Nel 1988 la palazzina viene definitivamente chiusa al pubblico. I matrimoni civili che si celebravano al piano nobile non si faranno più. Lultimo guardiano va in pensione e i cancelli vengono chiusi. Di tutta la palazzina rimangono fruibili la parte antistante come rotatoria per le auto che attraversano il parco e la retrostante "Città dei ragazzi". Dopo ventanni dal primo crollo con 800 milioni di lire nel 1994 vengono consolidate le murature esterne e il sistema piovano. Il progetto di togliere lasfalto bituminoso del viale per sostituirlo in terra battuta non avrà mai seguito. Intanto gli arredi vengono trasferiti a Villa Niscemi. Nel 1999 verranno consolidati due prospetti, due padiglioncini e la guardiola del piazzale. Con un ulteriore finanziamento europeo di 2 milioni di euro del 2005 viene avviato lultimo lotto riguardante gli intonaci esterni, le decorazioni esterne, le pitture interne, i pavimenti e gli impianti. Lavori che dovevano essere consegnati a marzo scorso e che invece sono diventati fonte di nuovi forti ritardi. A 200 anni dalla sua realizzazione, il parco è cambiato. Con un quarto dei 270 ettari divorati per fare posto allo stadio, allippodromo, alla piscina, al tennis, al bowling, al baseball, allippodromo e al campo ostacoli, al campo nomadi, alla ex colonia, al canile, ai parcheggi, a due strade. Ma questa è unaltra storia.