Nessun camion bar. Nessuna bancarella. Nessun chiosco di cocco e banane. E' solo questione di tempo. Solo quindici giorni e, finalmente, l'area del Colosseo, via dei Fori Imperiali, piazza Venezia, via del Corso e via della Conciliazione avranno la tutela e il rispetto che meritano e che per troppo tempo non hanno avuto. La decisione è arrivata ieri sera al termine di un lungo e travagliato vertice (con tanto di irruzione di cinquanta ambulanti) al quale hanno preso parte l'assessore capitolino al Commercio Gaetano Rizzo, il direttore regionale del ministero dei beni Archeologici di Roma Luciano Marchetti, il soprintendente dei beni archeologici di Roma Angelo Bottini e il direttore della Città Storica Gennaro Farina: «Entro due settimane predisporrò un decreto di vincolo per liberare le principali aree di pregio del centro storico dall'assedio del commercio ambulante - dice il soprintendente Marchetti - Nelle aree principali dovrà essere rimosso tutto. In altre andranno spostate. Sì comincia da via del Corso». Non c'era alternativa. Lo scempio del commercio ambulante nel centro storico della Capitale ha superato ogni limite. Gli angoli più belli di Roma sono diventati sempre di più. in questi ultimi tempi, territorio di conquista di camion bar. di chioschi che vendono frutta e mostaccio]; come alle sagre paesane, bancarelle che offrono cinte, cravatte e mutande come in un qualsiasi mercato rionale. E poi quei librai che con la scusa del "pezzo raro" vendono poster di Vasco Rossi e Paris Hilton. Uno scempio sotto gli occhi di tutti, almeno di quelli che avevano gli occhi aperti. Uno scandalo che, per una volta, ha trovato d'accordo residenti e commercianti del centro, sempre in lotta tra loro. Uno scempio possibile grazie a delibere, autorizzazioni, pareri (anzi interpretazioni di pareri) e licenze rilasciate nella notte dei tempi. Un guazzabuglio di documenti poco chiari dove, chissà perché, per circa vent'anni nessuno negli uffici dell'assessorato al Commercio e del Campidoglio ha voluto mettere il naso. Quando lo ha fatto II Messaggero sono saltate fuori una sfilza di anomalie. Poche luci e tante ombre che hanno costretto l'assessore al Commercio. Gaetano Rizzo, a rimangiarsi quel «Ci sono tutte le licenze, tutti i pareri» e a correre ai ripari: proprio ieri sono state notificate le soppressioni di quattro postazioni (occupate a rotazione) prive del nulla osta della soprintendenza. E non sono postazioni da poco: piazza San Marco (angolo via San Marco), Foro Traiano, Via della Conciliazione e via Alessandrina (angolo largo Corrado Ricci). Venerdì scorso, poi, è sceso in campo anche il Ministro dei beni Culturali, Francesco Rutelli, che ha diramato una direttiva urgente a tutti i direttori regionali per difendere i centri storici delle grandi città d'arte dall'assalto dei venditori ambulanti. Così l'assessore Rizzo, dopo tante parole, è passato finalmente ai fatti: ha convocato una riunione presso il suo ufficio di via dei Cerchi per fare "piazza pulita". D'altronde i numeri, come al solito, sono incontrovertibili. Nel solo Centro storico di Roma, stando ad un meticoloso dossier messo a punto dalla società del Comune "Risorse per Roma", gravitano 316 licenze di ambulanti: 191 a rotazione. 73 unisti (storici venditori di souvenir), 23 cosiddetti "anomali" e 29 stagionali. Tutti in totale, ogni giorno, occupano circa 190 postazioni. Tutte, o quasi, ovviamente in aree di altissimo pregio. «Abbiamo chiesto ai soprintendenti di tutelare al massimo il centro della città - spiega Rizzo - E noi adegueremo subito dopo le autorizzazioni. Applicheremo la legge. Ormai è una questione di 15 giorni». Una decisione che ha provocato la reazione di alcuni ambulanti. Ieri in cinquanta hanno "assediato" la sede dell'assessorato in via dei Cerchi al punto da richiedere l'intervento dei vigili urbani e delle forze dell'ordine.