Un rapporto sulle condizioni di piazze e centri storici. Sulla presenza dei venditori ambulanti e degli abusivi nei luoghi più belli e significativi del nostro paese. Insom-ma, sul degrado nelle città d'arte. «Degrado», parola che a Pisa non è indifferente. E con questo nuovo diktat anche l'amministrazione pisana avrà il suo daffare. E' l'ordine impartito alle Sovrintendenze, ai Comuni e alle direzioni regionali direttamente dal ministro per i Beni culturali, Francesco Rutelli che ha raccolto le lamentele dei cittadini provenienti da più parti d'Italia. Un'iniziativa che ha riscosso subito successo: molte città d'arte hanno già dato il loro assenso. Per Pisa, capitale della bancarella (sotto la Torre ce ne sono a decine con ninnoli di ogni tipo), è una bella gatta da pelare. Soprattutto, tocca un problema affrontato più volte negli ultimi quindici anni con tanto di cause e iscrizione di due sin-daci (Floriani e Fontanelli) nel registro degli indagati per non aver ottemperato alle disposizioni del decreto Ronckey. Inchiesta, poi, finita in un nulla di fatto: archiviata. La querelle giudiziaria è arrivata fino al Tar con esito positivo per i titolari delle bancarelle di piazza del Duomo. E, infatti, sono ancora lì. Nessuno è riuscito a spostarli di un millimetro. La questione, però, torna di attualità grazie all'interessamento del ministro in persona. L'obiettivo è di riqualificare le aree urbane anche attraverso una rivisitazione delle autorizzazioni delle amministrazioni comunali che riguardano l'esercizio delle attività commerciali. Il rapporto è stato chiesto dal ministro Rutelli con una direttiva diramata due giorni fa. «Non abbiamo intenzione di mettere nessuno sulla strada ha detto ieri Rutelli però, abbiamo intenzione di lasciare nelle strade coloro che hanno il diritto di starci, soprattutto vogliamo lasciare ai cittadini e ai turisti il godimento del nostro patrimonio senza quel sovrappiù di caos che da diverse parti d'Italia ci viene segnalato». Rutelli ha spiegato che «il ministero per i Beni culturali ha il dovere di verificare l'attuazione del codice per i beni culturali, che stabilisce agli articoli 10 e 52 le modalità di tutela dei centri storici, delle aree monumentali, archeologiche e storiche che sono rispettate solo in parte». Per questo ha aggiunto «ho chiesto ai direttori generali e ai soprintendenti, anche avendo ricevuto moltissime proteste e lagnanze di cittadini di diverse città italiane, una rapida verifica sull'attuazione delle previsioni del Codice. In trenta giorni mi aspetto un rapporto da tutte le principali città e centri storici che darà sicuramente risultati disomogenei. In alcune parti del paese la programmazione dell'attività degli ambulanti e la repressione dell'abusivismo commerciale sui marciapiedi, nelle piazze, avvengono in maniera efficace e mi aspetto una descrizione di tutte le situazioni insoddisfacenti non attraverso le lettere dei cittadini, ma da questa ricognizione puntuale e rigorosa da parte dei nostri uffici». È, senza dubbio, la descrizione di Pisa. Di parere opposto e contrario, ovviamente, i proprieta-ri delle bancarelle in piazza Duomo che sostengono i loro diritti a restare lì. «Paghiamo le tasse regolarmente e l'occupazione del suolo pubblico hanno detto gli ambulanti di piazza del Duomo . Il ministro pensi a fare qualcosa contro i venditori abusivi. Non ci si può scagliare contro gli onesti lavoratori». Spostarsi più in là? «Non ci pensiamo neppure hanno concluso . Già i guadagni sono precipitati a causa degli abusivi: non siamo noi a dover andare via».