Ciocchetti: «Ora ci pensa il ministro a bacchettare il Comune» «Il paesaggio italiano è a rischio e bisogna agire con grande attenzione e serenità. E il paesaggio urbano è alterato in molte situazioni da incertezze amministrative, contenziosi, casi di licenze che vengono affidate al Tar e al Consiglio di Stato più che alla programmazione trasparente. E soprattutto all'abusivismo commerciale che è conseguenza di una organizzazione molto pervasiva, un vero e proprio racket». A parlare è il ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli. Lo fa il giorno dopo aver inviato alle direzioni regionali e alle Soprintendenze una direttiva per contrastare il degrado dei centri storici delle grandi città d'arte. Parole che a Roma possono, anzi devono, assumere un significato particolare. In una città dove (le ultime inchieste del Messaggero ne sono la prova) ormai l'invasione di ambulanti abusivi, camion bar, chioschi che vendono cocco e banane e bancarelle con mutande, cinte e cravatte hanno conquistato gli angoli più belli e pregiati: dal Colosseo, a San Pietro, da piazza di Spagna ai Fori Imperiali, da Fontana di Trevi a piazza Navona e a via del Corso. «Rutelli, con la direttiva dei Beni e Attività culturali che chiede alle Soprintendenze di riesaminare tutte le autorizzazioni concesse, ha praticamente bocciato Veltroni e la sua giunta per il degrado urbano dovuto alla crescita smisurata e fuori controllo del commercio ambulante e abusivo - commenta il segretario regionale dell'Udc Luciano Ciocchetti - Così mentre Veltroni "pontifica" sulla politica nazionale e Gaetano Rizzo, l'assessore capitolino al Commercio, tentenna senza prendere una decisione chiara che azzeri tutte le concessioni, ci pensa Rutelli a "bacchettare" Veltroni ricordandogli che Roma si trova di fronte a una situazione di grave degrado urbano». D'altronde l'intervento di Rutelli è deciso: «In molti casi le licenze in campo sono precedenti all'entrata in vigore, nel 2004, del Codice dei Beni culturali e non ne avrebbero tenuto conto». E aggiunge: «Intendo esercitare in pieno una attività di tutela che spetta al ministero e che forse è stata un po' allentata negli anni passati. Forse la direttiva politica non era sufficientemente incisiva». Argomenti e accuse che vengono sottolineati anche da Roberto Giachetti, esponente della Margherita e oggi del Partito Democratico: «Troppo spesso si assiste a spettacoli intollerabili di bancarelle e ambulanti che congestionano luoghi di grande rilievo archeologico e culturale - dice Giachetti - La direttiva emanata dal Ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli, offre uno strumento prezioso alle amministrazioni comunali per combattere situazioni di degrado, che penalizzano la bellezza senza tempo delle nostre città d'arte. Si tratta adesso di far applicare in maniera rigorosa la normativa vigente per liberare piazze e monumenti dalle brutture di bancarella selvaggia ed abusivismo commerciale». Eppure nonostante un coro trasversale l'assessore al Commercio, Gaetano Rizzo, continua a tentennare. A fare promesse. Ad annunciare interventi, commissioni, piani. Quando invece c'è solo una cosa da fare nella Capitale: azzerare tutte le licenze dell'ambulantato nel centro storico perché la situazione attuale è ingestibile, figlia di iter amministrativi tortuosi, trascinati negli anni da lassismo amministrativo. Documenti poco chiari. Basti pensare che ieri il capo dell'avvocatura del Comune di Roma, Enrico Lorusso, in una nota al Messaggero ha sostenuto che tutte le postazioni ambulanti del centro storico sono regolari. E subito dopo l'assessore Rizzo ha annunciato la soppressione di tre (che nel frattempo sono diventate quattro) postazioni totalmente prive del nulla osta della Soprintendenza. Piccoli atti. Passi da formica rispetto ad una situazione di degrado e irregolarità che si espande sempre di più. Sotto gli occhi di tutti. Almeno di tutti quelli che hanno e vogliono avere gli occhi aperti.