Gli storici dell'arte lo considerano una piccola Alhambra di Roma perché le decorazioni che lo rendono un unicum nel patrimonio capitolino richiamano lo stile moresco del famoso palazzo di Grana-da in Spagna. È il complesso architettonico della Serra e Torre Moresca di Villa Torlonia che entro la fine di questo mese sarà al centro di un importante intervento di restauro che lo porterà alla riapertura al grande pubblico entro la prima metà del 2009. L'intervento di recupero, messo in campo dalla Soprintendenza comunale ai beni culturali sotto l'egida dell'Assessorato alle politiche culturali del Comune di Roma, avrà un finanziamento di 3,1 milioni di euro. «I lavori di restauro della Serra e Torre Moresca, che seguono quelli già avviati per il teatro, contribuiranno ulteriormente a riportare Villa Torlonia ai suoi antichi splendori - spiega il soprintendente ai beni culturali Eugenio La Rocca -Nel 2009 riapriremo anche questi due complessi artistici, completando il recupero del patrimonio di questa villa storica». Serra e Torre Moresca furono costruite tra il 1839 e 1840 su progetto di Giuseppe Jappelli, architetto di fiducia di Alessandro Torlonia, già ideatore di splendidi giardini all'inglese nel Veneto. Il complesso della Serra e Torre Moresca va letto come uno dei più interessanti esempi romani di architettura in ferro e vetro. Il programma dei lavori che stanno per partire prevede il recupero e restauro dell'intero complesso edilizio. Operazione corposa, dovuta allo stato di forte degrado degli edifici. Nonostante questa condizione, il progetto della soprintendenza punta a risalire all'assetto ed ai materiali originali grazie a quanto è ancora visibile. Ma soprattutto a due tavole progettuali di Jappelli ed alle descrizioni d'epoca, in particolare quella di Giuseppe Checchetelli del 1842.