San Michele di Serino. Crateri e vasi apuli risalenti al IV secolo avanti Cristo erano finiti in un borsone chiuso ermeticamente nel doppiofondo di un armadio. Con questo stratagemma un 40enne di San Michele di Serino, residente in via Zappelle, aveva pensato di occultare all'interno del suo laboratorio di restauro un patrimonio di rara bellezza e dal valore inestimabile. Probabilmente la refurtiva, proveniente dall'antica Apulia, l'attuale Puglia, era pronta ad essere venduta al migliore offerente. A riportare alla luce del sole i preziosissimi reperti, però, ci hanno pensato i carabinieri di Avellino, diretti dal capitano Nicola Mirante, e quelli della stazione di Serino, coordinati dal maresciallo Genovino Moschella. I militari dell'Arma, l'altra sera, hanno fatto irruzione all'interno del laboratorio. A condurli sul luogo del ritrovamento sarebbe stata un'attività di indagine partita da molto lontano e che già in passato avrebbe visto il 40enne sanmichelese al centro di simili reati. Sta di fatto che, dopo un'accurata perquisizione, i carabinieri hanno posto sotto sequestro dei crateri e dei vasi apuli risalenti all'epoca ellenica, finemente decorati con figure mitologiche greche. Cinque gli oggetti sequestrati che sono stati così catalogati dagli uomini del comando tutela patrimonio culturale dei carabinieri e della Soprintendenza per i beni archeologici di Avellino: un oinochoe a figure rosse e bianche con raffigurazione di scena teatrale, produzione magno-greca di area apula, IV-III sec. a.C.; un'anfora biansata tipo nolano a figure rosse e bianche, produzione magno-greca di area apula, IV-III sec. a.C.; un'anfora monoansata a figure rosse e bianche, produzione magno-greca di area apula, IV-III sec. a.C.; un'anfora monoansata a figure rosse e bianche, produzione magno-greca diarea apula, IV-III sec. a.C.; un cratere a campana a figure rosse e bianche, produzione magno-greca di area apula, IV-III sec. a.C.. Dinanzi a questo rinvenimento il restauratore con la passione dell'antico, già noto alle forze per qualche precedente specifico, non ha saputo fornire spiegazioni in merito al possesso ed alla provenienza del materiale. Da qui la decisione dei carabinieri di deferirlo all'autorità giudiziaria per ricettazione e detenzione illecita di materiale archeologico. All'interno del locale, però, va detto che sono state ritrovate anche delle altre fotografie sulle quali sono apparsi visibili altri oggetti tutti ricollegabili alla stessa epoca ellenica. Quanto basta per innescare il naturale sospetto sulla presenza di un vero e proprio catalogo per ordinativi. Per questa ragione le indagini coordinate dal procuratore della Repubblica di Avellino, Mario Aristide Romano, e svolte ancora tuttora in stretta collaborazione con il comando tutela patrimonio culturale dei carabinieri e la soprintendenza per i beni archeologici di Avellino, potrebbero riservare nuovi ed importanti sviluppi. In queste ore, infatti, gli stessi inquirenti oltre ad accertare la provenienza furtiva degli oggetti stanno cercando di risalire ad eventuali complici del restauratore di San Michele di Serino.