Monsignor Ravasi: ma niente blitz. Beni Culturali, ultimatum agli abusivi ROMA - Borse finte e cd pirata a due passi dal colonnato di San Pietro, lungo via della Conciliazione. Il suk all' ombra del Cupolone, nonostante i blitz estivi delle forze dell' ordine, è tornato. E stavolta a dire no agli ambulanti abusivi è la stessa Curia: «Evidentemente sono un problema - afferma monsignor Gianfranco Ravasi, neo presidente del Pontifico consiglio della Cultura da poco giunto a Roma da Milano - perché invadono un' area che ha una sua dimensione universale e simbolica, cara a un miliardo e duecento milioni di cristiani sparsi nel mondo». Tuttavia, aggiunge il "ministro" della Cultura vaticano «ci vuole comprensione ed equilibrio. Anche se sarebbe auspicabile che il Comune di Roma intervenisse quando la loro presenza raggiunge un' incidenza eccessiva. Ma nemmeno si può pensare di cancellarla del tutto». Incalza monsignor Angelo Comastri, arciprete della basilica di San Pietro prossimo a ricevere la berretta cardinalizia nel concistoro del 24 novembre: «Questa non è l' accoglienza che la chiesa promuove e di cui anche il Papa ha parlato di recente. Permettere che strade come via della Conciliazione si riempiano di poveretti e diseredati, senza la capacità di gestire i flussi migratori e senza offrire agli stranieri concrete possibilità di integrazione non è la strada giusta per gestire l' immigrazione». E intanto Francesco Rutelli, ministro dei Beni culturali, ha dato 30 giorni di tempo alle direzioni regionali e alle Soprintendenze per presentargli un rapporto che faccia il punto sulla presenza degli ambulanti nei centri storici delle città italiane. L' obiettivo è quello di riqualificare le aree urbane anche attraverso una rivisitazione delle autorizzazioni delle amministrazioni che riguardano l' esercizio delle attività commerciali. Un piano a cui il Comune di Roma sta lavorando da mesi facendo un censimento di tutti gli ambulanti e progettando "banchi tipo" con matricola e licenza in vista per identificare subito gli irregolari. Per il momento, però, il controllo nella zona dell' Oltretevere si limita alla presenza di vigili municipali e agenti della polizia. E blitz di tanto in tanto che hanno una brevissima efficacia. All' ispettorato di polizia di Stato presso lo Stato della Città del Vaticano, gli agenti allargano le braccia: «Non che quello che facciamo sia inutile - dicono - ma noi non possiamo fare altro che denunciare tutte queste persone all' autorità giudiziaria». Recentemente il Campidoglio ha organizzato una squadra speciale di vigili urbani con il compito di combattere il fenomeno dell' ambulantato abusivo. Molti sono stati i fermi dei venditori e le confische della merce spesso contraffatta. Il presidente del Municipio Antonella De Giusti aveva rivolto un paio di settimane fa, proprio sul problema degli ambulanti intorno a San Pietro, un appello al ministro dell' Interno Giuliano Amato.
Troppi ambulanti intorno a San Pietro
Monsignor Gianfranco Ravasi, neo presidente del Pontifico consiglio della Cultura, ha affermato che gli ambulanti abusivi sono un problema che deve essere affrontato con comprensione ed equilibrio. Secondo Ravasi, la presenza degli ambulanti nei centri storici delle città italiane è un problema che richiede una soluzione che tenga conto della dimensione universale e simbolica di queste aree. Il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, ha dato 30 giorni di tempo alle direzioni regionali e alle Soprintendenze per presentargli un rapporto sulla presenza degli ambulanti nei centri storici delle città italiane.
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