Fontanelli, Pisa : 'Ma Rutelli ci dia strumenti o il problema non si risolve' Gori contento 'Potremo risolvere annose questioni' Il ministro per i Beni culturali ha emanato una direttiva: Comuni e soprintendenze devono affrontare insieme il problema I soprintendenti applaudono. I sindaci e gli amministratori hanno più dubbi: «Difficilmente praticabile, si corre il rischio di creare polemiche senza risolvere i problemi». Improvvisamente il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli dice basta all' assembramento di bancarelle e ambulanti abusivi nelle piazze delle città d' arte. Con una direttiva firmata venerdì scorso incarica le direzioni regionali e i soprintendenti di attivarsi con i Comuni «per contrastare ed impedire il crescente e grave degrado urbano a causa della crescita di commercio ambulante e dell' impatto intollerabile di quello abusivo nelle città d' arte». Tempo: un mese. Lo fa appellandosi all' art.52 del Codice dei Beni culturali che parla della compatibilità dello svolgimento delle attività commerciali nei centri storici delle città d' arte. Firenze ne è un esempio: dal Piazzale degli Uffizi, a Ponte Vecchio, dall' ingresso della Galleria dell' Accademia a piazza Duomo.«Mi attiverò prima possibile incontrando il sindaco Domenici non appena avrò la circolare del ministro- osserva il direttore regionale Mario Lolli Ghetti- ovviamente coinvolgendo le varie soprintendenze. Un provvedimento positivo, la direttiva del ministro Rutelli ci dà la forza per rivedere e riordinare le collocazioni in modo più consono». «E' una provvidenza» commenta la soprintendente del Polo museale fiorentino Cristina Acidini. «Basta guardare - dice Acidini - cosa succede nel piazzale degli Uffizi, o all' ingresso dell' Accademia dove la ressa tra turisti e abusivi sfiora quasi lo scontro fisico. E vengono venduti oggetti di qualità bassissima. Bancarelle e abusivi che hanno cambiato radicalmente il volto della città, in netto contrasto con quanto si vede nei musei». Un complesso lavoro da fare con i sindaci «entro un mese» come raccomanda Rutelli? «Temo incroci di poteri e di abitudini difficili a da sradicare» osserva Acidini, ma era l' ora che si pensasse a metter mano ad un riordino». Anche il soprintendente di Pisa Guglielmo Malchiodi approva: «A Pisa la situazione non è tragica come a Firenze. In piazza Duomo non c' è grande congestione, ho un ottimo rapporto con il sindaco Fontanelli e con il recupero di Santa Chiara, gli ambulanti saranno spostati lì». Meno ottimista il sindaco di Pisa, Paolo Fontanelli: «Quando abbiamo spostato gli ambulanti, hanno fatto ricorso al Tar ed hanno vinto persino contro il decreto di sequestro della Procura: sono ancora lì. Credo che la direttiva, se non introduce strumenti più efficaci, pone un problema giusto ma complesso da risolvere» dice il sindaco, che vede proprio nella concertazione una delle poche possibilità di una soluzione. «Non amo le crociate, né contro i rumeni né contro gli ambulanti - dice l' assessore regionale al turismo Paolo Cocchi - Ed è sbagliato "precarizzare" gli ambulanti, che sono imprenditori che hanno bisogno di certezze per investire. Certo, ci sono margini di manovra limitati, ma credo i Comuni debbano e possano organizzare le città, con le molte leve che hanno per programmare». E proprio a queste leve sta pensando l' assessore Silvano Gori, che accoglie con favore l' uscita di Rutelli «perché ci copre le spalle. E ci mette in condizione di lavorare sul serio, visto che il Comune vive una impotenza di fronte a normative che esulano dalle sue competenze»: le concessioni, in base al Codice del commercio, sono praticamente intoccabili, come dimostrano il caso di Pisa o la difficile soluzione degli ambulanti di via de' Gondi, spostati d' intesa con loro dopo cinque anni di concertazione. C' è invece la possibilità di accordi con gli operatori in vista di una «tutela attiva» dei centri storici, così come la vendita di prodotti merceologici che valorizzino le imprese locali. Accordi difficili e finora mai riusciti: il governo facesse sul serio, e le Regioni dessero norme più vincolanti, «potremmo risolvere alcune questioni in stallo da anni», dice Gori, che ipotizza di iniziare a lavorare fin da subito a questo progetto, prima del 2011, data della scadenza collettiva delle concessioni. Due i fronti: l' adeguamento del banco e il regolamento per l' esposizione delle merci. «I commercianti avrebbero dovuto presentare un progetto di nuovo banco e non l' hanno fatto. Ne presenteremo noi uno alla fine dell' anno, artistitico, assieme ad un finanziamento per sostenere il cambio» dice Gori. Se non si adeguano entro un anno, verranno spostati, così come se non firmeranno il nuovo regolamento che vieterà l' esposizione di oggetti non adatti a un luogo d' arte, tipo magliette di calcio o grembiuli coi genitali del David. Ma il Comune va oltre: toccare la gestione delle licenze per ambulanti, il perverso meccanismo dell' affitto delle licenze, che secondo Gori alimenta la pura speculazione, soprattutto nelle zone pregiate del centro: affittare a 20-40 mila euro l' anno una licenza (ma anche più d' una) pagate al Comune non più di 2.500-4 mila. Un intervento che, fra l' altro, produrrebbe uno sfoltimento della quota complessiva di bancarelle-pugno-nell' occhio.