Assediato dalle chincaglierie il Santuario di Loreto, va meglio a Padova "In ballo ordine pubblico e decoro ma gli immigrati vendono per sopravvivere" -------------------------------------------------------------------------------- CITTÀ DEL VATICANO - Come "liberare" San Pietro dallassedio dei venditori ambulanti? Linterrogativo da un po di tempo circola con una certa insistenza in Vaticano, dove qualcuno incomincia a temere che il problema degli abusivi sia diventato ormai «una guerra persa». Specialmente dopo lallarme lanciato dal nuovo ministro de Beni culturali, il vescovo Gianfranco Ravasi, che alla sua prima uscita pubblica ha chiesto lintervento del Campidoglio. Altrove, invece, non è così. Quasi tutti gli altri grandi santuari italiani non sembrano essere toccati da questo problema: dalla basilica di Assisi al santuario di Pompei, da San Giovanni Rotondo di S.Pio da Pietrelcina a S. Antonio da Padova, dove - dopo anni di assalti e di accerchiamenti da parte di bancarelle ed ambulanti - la presenza di venditori abusivi, e non, pare che non turbi più i luoghi sacri e gli stessi pellegrini, grazie ad una serie di regolamenti varati dalle locali autorità ecclesiastiche e le istituzioni comunali. Veri e propri piani di rispetto per basiliche e santuari che han dato buoni frutti. Almeno fino ad ora. Tra i grandi santuari italiani fa eccezione la sola Santa Casa di Loreto dove ancora gli ambulanti regnano sovrani nella piazza di accesso al santuario. Come succede in Vaticano, dove «gli ambulanti si sono moltiplicati con africani, cinesi, asiatici, che vendono praticamente di tutto», spiega Edith Cicerchia, segretaria generale dei Musei vaticani, lungo il cui viale di accesso ogni giorno si forma una lunghissima fila di visitatori che spesso parte da San Pietro. «La mattina - racconta - gli abusivi sono in genere africani con oggettistica varia, in prevalenza borse. Nel pomeriggio, subentrano i cinesi con altri prodotti, costringe sempre i visitatori a scendere dal marciapiede e a camminare in strada con pericoli facilmente immaginabili». La direzione dei Musei tante volte ha chiesto alle autorità comunali di intervenire: «Lultima richiesta - dice Edith Cicerchia - labbiamo fatta sabato scorso. Ma come sempre, dopo lintervento della Finanza o dei Vigili, gli ambulanti scappano per ripresentarsi dopo pochi minuti. È un problema di decoro e di ordine pubblico difficile da risolvere, perché chi viene qui a vendere la propria merce non lo fa per divertirsi, ma per sopravvivere. È uno dei tanti drammi legati allimmigrazione». Altra aria ad Assisi con le piazze dalla due basiliche, inferiore e superiore, «da anni liberate dalla presenza degli ambulanti - spiega padre Enzo Fortunato, direttore dellufficio informazione del Sacro Convento francescano - possiamo dire che il problema è stato risolto fin dallavvento dellattuale custode, padre Vincenzo Coli, il quale con fermezza, abnegazione e pazienza dagli anni 80 ha liberato i luoghi sacri dai venditori abusivi con una regolamentazione apprezzata praticamente da tutti. Ed i frutti oggi si vedono perché i fedeli possono recarsi a pregare sulla tomba di San Francesco senza nessun problema».