IL DEGRADO LA DIRETTIVA Il mercato abusivo, disperato e selvaggio non è soltanto violazione delle regole ma anche offesa alle città d'arte: tanto che il ministro per i beni culturali, Francesco Rutelli, è sceso in campo con una circolare alle direzioni regionali e alle soprintendenze invitandole a ristabilire la dignità dei luoghi attraverso un confronto con i Comuni, la revisione delle autorizzazioni concesse agli ambulanti, il controllo a tappeto contro ogni forma di illegalità. E la risposta da Napoli è immediata. Gli enti che tutelano centro storico, siti archeologici, monumenti e musei si dicono pronti a intervenire con tutti gli strumenti in loro possesso, non esclusa l'imposizione di nuovi vincoli sulle aree di pregio. Per la «grande pulizia» Rutelli fissa anche il tempo a disposizione: un mese. Sarà sufficiente per un'inversione di tendenza? «Più che sufficiente - è la replica di Vittoria Garibaldi, da due mesi direttore regionale dei beni culturali - avevo già chiesto alle soprintendenze di inviarmi una relazione dettagliata sullo stato dei luoghi d'arte, chiedendo ragione del personale impegnato, dei servizi offerti, del volume di visitatori ma anche del contesto ambientale. Poiché non tutte mi hanno risposto, le inviterò a provvedere al più presto. Completato il monitoraggio, solleciterò un tavolo di confronto con gli enti locali per studiare le opportune contromisure. Le autorizzazioni vengono rilasciate dai Comuni, ma le soprintendenze possono intervenire direttamente sulle aree vincolate e imporre nuovi vincoli laddove ce ne sia bisogno. Sono tornata in questa città dopo qualche anno di assenza e la trovo sempre affascinante, però la ricordavo più attenta al rispetto e al decoro dei luoghi: dobbiamo riprendere possesso delle strade di Napoli, attraversarle senza sentirci in difficoltà». Più che soddisfatto dall'intervento di Rutelli anche Nicola Spinosa, soprintendente al Polo museale: «Basta guardare lo scempio all'ingresso della Reggia di Caserta e degli scavi di Pompei, completamente invasi da mercanzie abusive, per rendersi conto che non si può restare con le mani in mano. Ai cancelli di Capodimonte, per fortuna, non abbiamo la stessa emergenza. Nemmeno gli abusivi si accorgono di noi...». Una nota polemica, se pure accompagnata da un sorriso, per riallacciarsi al tema che gli sta più a cuore: la posizione decentrata del museo rispetto ai percorsi turistici e la necessità di potenziare la rete del trasporto pubblico sulle rotte dell'arte, prevedendo un collegamento in metrò con l'Archeologico. Pronto a confrontarsi con il Comune sul tema degli ambulanti, abusivi e non, il soprintendente per i beni ambientali e architettonici Enrico Guglielmo: «Posso citare molti esempi di zone vincolate che vengono quotidianamente offese dal commercio senza regole. Il corso Garibaldi, sotto tutela perché a ridosso dell'antica cinta muraria; il corso Umberto e via Toledo, percorsi strategici del centro storico, dove è ormai impossibile camminare sui marciapiedi senza inciampare nelle mercanzie; l'area compresa tra piazza San Gaetano e San Gregorio Armeno, dove lo scempio si consuma a Natale con una folla di bancarelle presepiali disordinate se non addirittura indecenti».