INTROVABILE IL REPERTO RUBATO. LUNEDÌ CANCELLI CHIUSI FINO ALLE 10,30. A cinque giorni dall'ennesimo, clamoroso furto avvenuto all'interno degli Scavi di Pompei, non c'è ancora nessuna traccia del voluminoso reperto in pietra - la bocca di un pozzo, del peso di circa un quintale - trafugato all'interno della Casa dei Ceii. Un obiettivo anomalo, a giudizio degli inquirenti, secondo i quali era possibile che l'oggetto fosse rimasto in zona, nascosto nelle vicinanze degli Scavi in attesa che l'interesse intorno alla vicenda si «raffreddasse»: così era stato per gli affreschi trafugati appena sei mesi fa nella Casa dei Casti Amanti, ritrovati dai carabinieri appena quarantotto ore dopo il furto in un cantiere semiabbandonato a poca distanza dall'area archeologica. Stavolta invece le battute organizzate dalle squadre dei militari del nucleo di tutela artistica non sembrano dare i risultati sperati. È possibile allora che il pesante reperto sia finito all'interno del bagagliaio di un'auto - probabilmente appostata nelle campagne su cui sconfina il parco archeologico nel versante nord, verso il Vesuvio - la notte stessa del furto: in questo caso il reperto sarebbe finito dritto dritto sul fiorente mercato clandestino delle opere d'arte, se non direttamente nelle mani di uno dei tanti collezionisti con pochi scrupoli e molti denari che alimentano il circuito. A Pompei, ancora sotto choc, non resta che attendere l'arrivo del capo di gabinetto del ministero Raffaele Squitieri e del vicecomandante del Nucleo dei carabinieri per la tutela del patrimonio artistico, Pastore, che su disposizione del ministro Giuliano Urbani saranno in Soprintendenza da lunedì, per un'ispezione alla quale in molti guardano come all'inizio di una nuova pagina. Il «city manager» degli Scavi, Giovanni Lombardi, insiste sulla necessità di strumenti legislativi ad hoc per accelerare i tempi di installazione del sistema di videosorveglianza: «Servono 5 milioni di euro - ricorda Lombardi - per interventi che non potranno più riguardare soltanto i 7 chilometri del perimetro, ma anche l'interno dell'area». Per i custodi «non vi sono responsabilità imputabili agli addetti alla vigilanza», e per protesta la Cgil, di Michele Germano, la Cisl di Aldo Avitabile e la Uil di Antonio Pepe, lunedì, chiuderanno gli scavi fino alle 10.30. Il 5 novembre, invece, i sindacati si riuniranno con Lombardi per discutere della sicurezza e dell'organizzazione dei turni di lavoro.