Continua l'invasione delle bancarelle nel centro storico: per 14 anni hanno permesso ai camion bar di occupare irregolarmente tre postazioni nelle aree di pregio della città. La Soprintendenza, nel '90, non le aveva autorizzate. Dopo l'inchiesta del Messaggero, nei giorni scorsi l'assessore capitolino al commercio Gaetano Rizzo ripeteva che non si poteva intervenire perché c'erano permessi e autorizzazioni. L'assessore rifiuta le dimissioni e scarica tutto sui dirigenti e si pensa a una rotazione degli incarichi. Interviene ora anche il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, che chiede alle Soprintendenze di fare controlli e di verificare, entro un mese, se i venditori ambulanti abbiano rispettato le norme fissate dal Codice dei Beni Culturali. Per quattordici anni hanno permesso ai camion bar di occupare irregolarmente sei postazioni nelle aree di maggior pregio di Roma. La Soprintendenza, nell'unico parere espresso nel lontano 1990, non le aveva autorizzate. Per quattordici anni non si sono accorti di nulla. E ancora in questi giorni, quando Il Messaggero ha denunciato lo scempio dell'invasione degli ambulanti del centro storico della Capitale, l'assessore al Commercio Gaetano Rizzo si è affrettato a dire che non si poteva intervenire perché c'erano tutti i perni essi e tutte le autorizzazioni. L'assessore, però, non si prende le responsabilità degli errori e delle mancanze. Anzi si affretta a scaricarle sugli uffici che lo avrebbero informato male. Oltre allo scandalo delle postazioni irregolari quindi Rizzo sta pensando anche anche ad altre postazioni. Quelle dei suoi funzionari. Nessun licenziamento, per carità. Ma un giro di poltrone tanto per far vedere che qualcosa si sta facendo. Ma è altro quello che si vuoi vedere. Roma è assediata da venditori ambulanti di ogni genere. In via del Corso ce ne è uno ogni angolo che vende cocco e banane, mutande e cravatte, libri pseudo antichi al fianco di poster di Vasco Rossi. Per non parlare degli ambulanti abusivi con le loro borse, cinte, occhiali e dvd. Una casbah che non c'è nelle aree di pregio delle altre capitali europee. Non a Londra. Non a Parigi. Eppure si continua a difendere posizioni indifendibili. Ancora ieri, il Comune di Roma, invia al Messaggero una nota a doppia firma sempre in merito alle postazioni a rotazione dei camion bar del centro storico. Il capo dell'Avvocatura del Comune di Roma, Enrico Lorusso, e il capo del settore commercio dell'Avvocatura, Pietro Bonanni, concludono che «Le postazioni in questione, in quanto al parere della Soprintendenza, risultano ad oggi legittime». Ma così non è. Per scoprirlo non ci vogliono quattordici anni, nemmeno mesi. Basta prendere la lista delle postazioni istituite nelle delibere e incrociarla con quella contenuta nel parere della soprintendenza (a firma dell'architetto Gianfranco Ruggieri) e risulta che tre postazioni non hanno il nulla osta della Soprintendenza e altre tre dovevano trovare una collocazione diversa. E' costretto ad ammetterlo anche lo staff di Rizzo: «Tre postazioni sono completamente prive di nullaosta della Soprintendenza - dicono - Altre tre, seppur ammissibili, dovrebbero essere ricollocate». Ma all'assessorato al Commercio non basta per intervenire con decisione. Ieri ancora si facevano accertamenti, ancora si leggevano cartuccelle. L'assessore Rizzo non ha il coraggio di prendere una decisione, di fare chiarezza su una realtà che soltanto adesso, dopo le denunce del Messaggero, ha capito (speriamo) che è tutt'altro che chiara. L'unica decisione è quella inevitabile: «Abbiamo avviato il procedimento per la soppressione delle tre postazioni che non hanno alcun autorizzazione da parte della Soprintendenza» annuncia Rizzo. E tutte le altre? Tutte quelle aree date in concessione con una procedura quanto mai tortuosa, figlia di delibere provvisorie, di pareri riferiti ad altri documenti? Su tutte le altre Rizzo prende ancora tempo. «Per lunedì ho convocato le soprintendenze - dice in serata - Con loro voglio fare chiarezza su ogni postazione. E dove riscontreremo delle irregolarità interverremo subito con altre soppressioni». Un'assurdità. E' evidente che in questi ultimi vent'anni la gestione delle licenze per gli ambulanti a Roma, fissi o a rotazione, abbia generato un caos dove ormai nessuno è in grado di fare chiarezza e chiunque voglia ne approfitta. Chiunque può fare il bello e cattivo tempo tra il Colosseo e San Pietro, Fontana di Trevi e piazza di Spagna, via del Corso e via de Fori Imperiali. Rizzo promette ancora. Promette di verificare l'inverificabile quando invece sarebbe più giusto, forse non più facile, azzerare ogni permesso, ogni licenza. Fare, nel vero senso della parola, piazza pulita. E ripartire da zero. Con regole chiare. Regole trasparenti. Una volta per tutte. Non potete immaginare come il sottoscritto e la maggioranza dei cittadini vi siano grati per la battaglia che il Messaggero sta conducendo contro le malattie sociali con le quali i responsabili del Comune tentano di abituarci a convivere. Parlo dell'abitudine al degrado quotidiano del nostro stile di vita, alla tolleranza che si è trasformata in passiva sopportazione delle altrui (cattive) abitudini. Quello della invasione delle bancarelle di venditori vari in centro è forse una delle più visibili ed inaccettabili dimostrazioni di come i nostri (integerrimi?) amministratori curino gli interessi della citta' e dei cittadini. Giovanni Valeri Volevo ringraziarvi per tutte le battaglie che portate avanti, in nome di tutti quei cittadini che ancora si infervorano, si indignano e che provano nel loro piccolo a cambiare qualcosa. La storia degli ambulanti senza permesso è roba da terzo mondo. Sono anni che mobilito i vigili, provo a chiedere spiegazioni. Io abito al Pantheon e quello della paccottiglia, di questo si tratta, di fronte a monumenti e opere d'arte è una storia vecchissima. Grazie ancora non mollate. A. M. P.S: Trovo orrende anche le bancarelle di Natale con la loro merce scadente e dozzinale, sinceramente esteticamente deprimenti.
Roma. Ambulanti, trovata un'altra magagna
L'invasione delle bancarelle nel centro storico di Roma continua, con venditori ambulanti che occupano postazioni irregolarmente. La Soprintendenza aveva negli anni '90 rifiutato l'autorizzazione, ma non si è fatto nulla. L'assessore al Commercio Gaetano Rizzo afferma che non si può intervenire perché ci sono permessi e autorizzazioni, ma non prende le responsabilità degli errori. Il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli chiede alle Soprintendenze di fare controlli e verificare se i venditori ambulanti hanno rispettato le norme. Tre postazioni sono state trovate senza nullaosta della Soprintendenza e altre tre dovevano trovare una collocazione diversa.
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