Nomine. Rutelli ha indicato il manager come presidente al posto di Croff. E trova consensi perché Baratta aveva guidato bene l'ente veneziano dal '98 al 2002. Riproposti Müller al cinema e Scaparro al teatro Lo nominò l'allora ministro dei beni culturali Veltroni, lo spedì a casa il governo Berlusconi con Urbani al dicastero, l'altalena per Paolo Baratta continua e tornerà alla guida della Biennale di Venezia su indicazione del ministro per i beni e attività culturali Francesco Rutelli. Il quale ha sbaragliato ogni «toto-nomima» e ha indicato come presidente il manager a suo agio con le strutture culturali. Che, laureato in ingegneria ed economia, ha 68 anni, è stato ministro nei governi Amato, Ciampi e Dini, è stato in tanti cda (come Telecom), è nel consiglio dell'università Ca' Foscari di Venezia ma soprattutto ha già condotto l'ente veneziano dal '98 al 2002. C'era ad esempio lui durante due delle Biennali d'arte più stimolanti degli ultimi anni, quelle firmate dal compianto Harald Szeeman. Fu detronizzato nonostante avesse fatto un buon lavoro, avesse potenziato in misura decisiva l'affascinante spazio dell'Arsenale (che per primo aveva individuato l'architetto Portoghesi), avesse legato piuttosto bene con le istituzioni lagunari e avesse ancora un anno di mamdato davanti a sé. Rutelli ha ottenuto l'approvazione delle commissioni cultura di Camera e Senato, adesso la nomina formale spetta al consiglio dei ministri. Sarà perciò Baratta a succedere a David Croff (il quale peraltro aveva un'audizione in Senato il 14 novembre). Anche perché l'indicazione di Rutelli riscuote consensi diffusi. A destra (anche se a denti stretti) e a manca. Addirittura Cacciari, che come sindaco è vicepresidente della Biennale e che aveva rotto con Croff, rivendica Baratta come il suo candidato «fin dall'inizio». E a chi gli chiede se è un ritorno al passato, il primo cittadino di Venezia domanda retoricamente: «Quando il passato funziona, perché non tornare?». «Baratta è la persona più adatta», sostiene Rutelli. E non è l'unico a pensarla così. «Ottima indicazione», commenta Pietro Polena, che presiede la commissione cultura alla Camera. La sua omologa al Senato Vittoria Franco è sulla stessa linea: «È il nome giusto». E la sua nomina, a parere del ministro, dovrebbe trascinare con sé la conferma sia del direttore artistico della Biennale Teatro Maurizio Scaparro sia quello, mediaticamente e politicamente più pesante, del direttore della Mostra cinema Marco Muller. «Giudicheremo dai fatti, non siamo d'accordo sulla qualità della Biennale presieduta da Baratta», avverte Franco Asciutti, capogruppo di Forza Italia nella commissione cultura in Senato. Solo che il suo collega di partito, il presidente della Regione Veneto Gianfranco Galan, approva la nomina: «Conosce la Biennale, i problemi e le ambizioni. Sono certo che Baratta e il cda sapranno sciogliere le forti preoccupazioni che non si possono non avere». Tra le scadenze decisive, c'è il varo del tanto desiderato Palacinema, oltre al dover rimettere in sesto l'Archivio. «Fu Baratta ad avviare la grande operazione del recupero dell'Arsenale - commenta Giuseppe Giulietti, deputato dell'Ulivo - Crede nei laboratori permanenti sollecitati da Muller e Scaparro per una Biennale in attività 365 giorni all'anno affinchè Venezia sia anche città di formazione in materia di cinema e teatro. Insomma, bene ha fatto Rutelli». Giusto dare a Baratta quel che è di Baratta, tuttavia è bene aggiungere che quanto ha fatto Croff non può essere gettato alle ortiche.
Biennale, il ritorno di Baratta
Il ministro dei beni culturali Francesco Rutelli ha indicato Paolo Baratta come nuovo presidente della Biennale di Venezia, sostituendo David Croff. Baratta, manager e ex ministro, ha guidato l'ente veneziano dal 1998 al 2002 e ha fatto un buon lavoro, potenziando l'Arsenale e legando bene con le istituzioni lagunari. La nomina è stata approvata dalle commissioni cultura di Camera e Senato. Baratta è stato sostenuto da molti, tra cui il primo cittadino di Venezia Cacciari e il ministro Rutelli. La nomina è stata vista come un ritorno al passato, ma Baratta è stato definito la persona più adatta per il ruolo.
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