Il giorno della prima saldatura del Vittorio Veneto fu il 4 dicembre 1965, Santa Barbara, presso i Cantieri Navali della navalmeccanica di Castellammare di Stabia. Nelle foto in bianco e nero di quella prima cerimonia si riconoscono Aldo Moro e Giulio Andreotti. il varo avvenne due anni più tardi. Il 5 febbraio 1967 alle ore 10,30 il capo dello Stato, Giuseppe Saragat, e la figlia Ernestina - che sarà la madrina della nave - danno il via alla cerimonia del varo. Anche qui le immagini sono tante, emozionanti, colgono il fatidico momento nel quale il pachiderma da 7500 tonnellate tocca l'acqua. Inizia l'avventura, l'incrociatore possiede le più sofisticate tecnologie dell'epoca e nasce come pedina nel delicato scacchiere geostrategico della guerra fredda. Solca tutti i mari del mondo. E si può iniziare una lunga navigazione solamente sfogliando l'indice del nuovo volume che la Fondazione Michelagnoli di Tarante (www.fonda-zionemichelagnoli.it) ha voluto dedicare alla nostra «ammiraglia». Nella sola crociera addestrativa tocca le Azzorre, Norfolk, Yorktown, Mayport, New York, Quebec, Londra, Brest, Cadice, Algeri. Centinaia di missioni, molte di pace come in Vietnam, Tunisia e Somalia. Il viaggio fotografico della Fondazione ritrae ogni momento, dalla crociera alla vita a bordo restituendo uno spaccato della nostra storia marittima. Il libro non nasce a caso, in questo momento tanto si parla della possibile trasformazione della nave (n.d.r ormai dismessa dalla Marina) nell'elemento centrale di un polo museale marittimo a Taranto. Recenti incontri presso il ministero dei Beni Culturali lasciano ben sperare per il successo dell'iniziativa che dovrebbe essere finanziata nell'ambito delle celebrazioni del 150 anniversario dell'Unità d'Italia. La struttura dovrà, quindi, essere fruibile dal pubblico già entro l'inizio del 2011. I problemi da affrontare sono tanti compresi i costi ingenti, ma si tratta di restituire a Tarante un pezzo della sua identità, forse, un punto da cui ripartire dopo lo sfacelo. Il Vittorio Veneto, infatti, con i suoi 179 metri di lunghezza e i 20 metri di larghezza, gli ampi spazi ricavabili e i grandi corridoi ben si presta ad essere trasformato in un contenitore culturale. La nave diverrà un museo interattivo e multimediale con un avanzato sistema tecnologico che permetterà di illustrare le condizioni operative e di vita a bordo. Ci saranno giochi di simulazione, sale di proiezione multimediale (sala Imax) e sale con attrazioni virtuali costituite da visualizzazioni 3D dove saranno rappresentati eventi navali, storici, armi e mezzi d'epoca. A integrazione del percorso museale sarà allestita una biblioteca e sale storiche della Marina, n grande ponte di volo di dimensioni pari a circa 1300 mq verrà impiegato per tutta una serie di manifestazioni all'aperto: concerti musicali, ricevimenti, sfilate, attività marinaresche. La realizzazione del museo non trova, però, tutta l'opinione pubblica favorevole. Che ne pensate? Chi vuole esprimere una opinione scriva a questa rubrica.