Il sindaco in consiglio comunale accelera sull'obiettivo di creare una società o una Fondazione che non dipendano dalla Scala. Gli Arcimboldi sempre più autonomi dalla Scala, con una Spa o una Fondazione ad hoc per gestirli indipendentemente dal Piermarini. Il sindaco Gabriele Albertini accelera bruscamente verso l'obiettivo finale, che è quello di far camminare con le proprie gambe il teatro della Bicocca, senza pesare sui conti della Fondazione Scala. E nello stesso tempo auspica un maggiore peso nel cda della Fondazione per Palazzo Marino. Parla chiaro, Albertini, davanti al consiglio comunale cui torna a rivolgersi una settimana dopo il primo intervento: «L'autonomia gestionale degli Arcimboldi è dettata da evidenti esigenze di razionalizzazione. Ciò a cui si sto pensando e un modello di teatro metropolitano, che secondo noi dovrà essere gestito attraverso un soggetto di diritto privato fondazione o società di capitali in forma imprenditoriale e manageriale, per non pesare sulle finanze della Scala e della città». Quanto tempo sia necessario a raggiungere l'obiettivo, il sindaco non lo dice, e probabilmente neppure lo sa. Ma la linea è chiara, e la diessina Marilena Adamo, vicepresidente del Consìglio, la sintetizza in termini secchi : «Prendiamo atto che il Sistema Scala non c'è più». In verità, Albertini nel suo intervento accentua anche il profilo della cosiddetta complementarità degli Arcimboldi rispetto al Piermarini, con cartelloni tanto distinti e differenti, da fare del teatro disegnato da Vittorio Gregotti qualcosa di sempre più lontano dal Piermarini, e non solo fisicamente. Il sindaco pensa anche a spettacoli rock, «per un a vocazione ad un'offerta più articolata, forse più popolare, ma non per questo meno qualificata. Un'offerta, insomma, che oltre alle opere del tradizionale repertorio scaligero, preveda per il proprio cartellone anche le migliori espressioni di jazz, di musical e di rock». Rifiuta, Albertini, l'idea che gli Arcimboldi si siano rivelati solo un peso finanziario: «Il pubblico è aumentato di quanto poteva aumentare, dato che l'occupazione è pari al 90 per cento, e sarebbe difficile sostenere che questo non sia un successo». Il tema dei conti in rosso resta, tuttavia, assolutamente di stretta attualità, e non a caso il sindaco torna a chiamare i privati e le altre istituzioni pubbliche, a partire da Regione Provincia, con il chiaro obiettivo di coinvolgerli nella gestione degli Arcimboldi. Per sistemare il bilancio, poi, è ormai certa la vendita della palazzina di via Verdi, destinata originariamente ad ospitare il retropalco del nuovo Piermarini. Albertini lo conferma senza incertezze: «Per ampliare il retropalco, quell'immobile non è più necessario. La Fondazione può, perciò venderlo, lucrando la notevole plusvalenza (in cinque anni si è rivalutato del 45 per cento) e contribuendo così a ridimensionare notevolmente i propri problemi finanziari». All'accusa di una mera operazione di speculazione immobiliare, avanzata dal consigliere di opposizione Basilio Rizzo, il vicesindaco Riccardo De Corato risponde in modo spiccio: «Mettere a posto quel palazzo ci sarebbe costato 20 milioni di euro, l'elisse disegnata dall'architetto Botta ce ne costa 3. Non ci sono alternative». Oggi sopralluogo nel cantiere con Albertini, De Corato, Carrubba e lo stesso Botta.
Una Spa per gli Arcimboldi
Il sindaco Gabriele Albertini ha accelerato l'obiettivo di creare una società o una Fondazione che gestisca gli Arcimboldi indipendentemente dalla Scala. Il teatro della Bicocca dovrebbe essere gestito attraverso un soggetto di diritto privato, come una fondazione o una società di capitali, per non pesare sulle finanze della Scala e della città. Il sindaco auspica un maggiore peso nel cda della Fondazione per Palazzo Marino. Il tema dei conti in rosso rimane di attualità, e il sindaco chiede ai privati e alle istituzioni pubbliche di coinvolgersi nella gestione degli Arcimboldi.
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