Consegnato il progetto esecutivo. La soprintendente Grifoni avrà 90 giorni per le valutazioni. E poi via ai lavori La loggia si farà così come la voleva lui: ecco le foto -------------------------------------------------------------------------------- Sarà così come la vediamo nelle foto. Stesse proporzioni, illuminazione, altezza e disegno del progetto originario del 1998. E la rivincita dellarchitetto Arata Isozaki. La Loggia per luscita degli Uffizi si farà e si farà comera. Il progetto esecutivo è stato consegnato alla soprintendenza ai monumenti di Palazzo Pitti mercoledì scorso. «Avrò 90 giorni di tempo per fare le mie valutazioni - osserva al soprintendente Paola Grifoni - quindi partiranno i lavori. Anzi, cercherò di farle prima, ma di fatto avrò a mia disposizione i tre mesi previsti dalle norme». Il progetto esecutivo delinea tutti i passaggi tecnici relativi alla realizzazione della loggia che si differenzia dal primo disegno solo per «piccoli aggiustamenti e definizioni progettuali» spiega poi Andrea Maffei, responsabile dello studio Isozaki a Milano, che ha inviato le immagini della struttura del plastico aggiornato al disegno finale. Anche laltezza della copertura resta quella a suo tempo contestata: 23,6 metri dal livello di via Castellani. E restano identici anche i materiali: la loggia sarà in acciaio rivestito di pietra serena extradura, stessi materiali per le travi che conterranno lunghe liste di vetro per assicurare leggerezza e trasparenza alla parte superiore. Inoltre è stata particolarmente curata lilluminazione della piazza: «Sarà molto soft e integrerà il nuovo intervento in tutto il contesto - aggiunge Maffei - Abbiamo curato anche le luci per le statue che saranno collocate sotto la loggia». Sculture antiche o nuove? Chissà. Ancora è prematuro parlarne. Spetterà alla direzione della Galleria degli Uffizi decidere se esporre alcune statue dalle antiche collezioni archeologiche dei Medici o affidare a nuova committenza opere darte contemporanea. E gli aggiustamenti minimi della struttura cosa riguardano? «Per rispettare i reperti archeologici del sottosuolo, i pilastri poggeranno su una struttura che salvaguarda lantico percorso delle mura - spiega Maffei - Ad esempio, sotto la rampa di accesso ci sarà un cunicolo che permetterà ad esperti e studiosi di scendere con delle scalette per visitare i reperti». Ora che il progetto esecutivo è pronto e si prevede un iter tutto in discesa, quando inizieranno i lavori? « A primavera del prossimo anno - assicura la soprintendente Grifoni - contestualmente al secondo lotto del cantiere dei Nuovi uffizi. Con limpresa stiamo aggiustando il cronoprogramma dei lavori per permettere ladeguamento degli interventi nei sotterranei». Quindi se non ci saranno intoppi, la loggia potrà essere pronta nel giro di due, massimo tre anni. E si chiuderà definitivamente la lunga querelle ha accompagnato tutta la vicenda. «Larchitetto Isozaki è molto soddisfatto, finalmente riuscirà a portare a termine il progetto a cui teneva davvero molto- precisa il suo collaboratore Andrea Maffei- E spera di completare la costruzione nei tempi previsti». Dal 1998, anno in cui Palazzo vecchio bandì il concorso internazionale con il sindaco Mario Primicerio e il soprintendente Antonio Paolucci, al 1999 - anno in cui fu assegnato il lavoro ad Arata Isozaki, sono ormai passati 8 anni. E larchitetto giapponese, che ha già compiuto 76 anni, ha atteso con pazienza tutta orientale che il suo progetto ripartisse, senza mai minacciare lapertura di un contenzioso con la richiesta di un oneroso risarcimento. Un lungo periodo pieno di polemiche e schieramenti opposti, che hanno visto inasprirsi il dibattito tra contrapposizioni politiche, tra destra (contro) e sinistra (a favore) del progetto, alimentate e colorate dalle uscite di Vittorio Sgarbi, nel periodo in cui era sottosegretario del ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani, in accordo con lallora soprintendente ai monumenti Domenico Valentino. Anche ultimamente Sgarbi non ha risparmiato i suoi strali alla loggia giudicata fin dallinizio «una rete da materasso», «progetto di profonda inciviltà che manca di rispetto allintegrità monumentale di Firenze». Polemiche a cui il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli non ha mai riposto, tirando diritto verso limpegno preso con la città ormai da più di un anno, quando ha fatto riavviare liter rimasto per anni nel cassetto. Il fronte "contro" resta tuttavia presidiato da Paolo Amato, senatore e capogruppo di Forza Italia in Palazzo Vecchio, da sempre strenuo oppositore a quello che giudica «uno sfregio alla città».