Il sociologo Chiarello: "Adesioni triplicate negli ultimi dieci anni" Oggi e domani alla Fiera gli stati generali delle associazioni daiuto che operano in Puglia Il centro San Nicola: "Questo meeting di dialogo servirà a cogliere meglio i bisogni dei più deboli" Lanalisi: "Si parla di una realtà sempre meno marginale, che spesso lavora di concerto con i servizi sociali pubblici che già sono attivi sul territorio. A dominare resta la matrice confessionale" -------------------------------------------------------------------------------- Oltre 500 associazioni, quasi 18mila soci, 132mila persone aiutate ogni anno da un esercito di circa 250mila persone. Sono i numeri del volontariato in Puglia, secondo le ultime rilevazioni dellIstat. Un mondo che in gran parte sincontrerà a Bari, oggi e domani, dalle ore 9,30, al padiglione 18 della Fiera per il Meeting del volontariato 2007. Un appuntamento organizzato dal Centro di servizio San Nicola, che stavolta ruota intorno al tema "Tracce di gratuità" coniugato nelle sue diverse sfaccettature: povertà estreme, donne e minori, immigrazione, dipendenze, profit e no profit. Meeting del Volontariato, dunque, come occasione di ascolto e di disponibilità a cogliere il bisogno dellaltro, ma anche come luogo nuovo, ricco di attività, approfondimenti culturali, spazi espositivi, musica e spettacoli. «Abbiamo cercato di non tralasciare alcuno degli aspetti trattati dal nostro Centro e di soddisfare tutte le richieste di partecipazione - dice la presidente Rosa Franco - Le associazioni spesso si svuotano, segno che viene a mancare la motivazione. Ritrovare un nuovo entusiasmo è la mission del meeting, che punta sul risveglio del senso di gratuità individuale, sul ritrovamento della vera radice del volontariato, fatto in primo luogo di dialogo». Gli ultimi dati pubblicati dallIstat e il terzo censimento Fivol del volontariato regionale offrono una fotografia piuttosto completa del fenomeno. «Il quadro che emerge in Puglia - rileva il sociologo Franco Chiarello - è quello di un volontariato dinamico, in via di consolidamento strutturale e con un forte orientamento ad operare in tutti i settori del sociale e dei beni comuni». Caratteristica peculiare del volontariato pugliese è la forte ispirazione alla matrice confessionale, sebbene per le organizzazioni di più recente costituzione sembra esservi un più rimarcato orientamento allaconfessionalità e allautonomia rispetto a matrici culturali forti. Il volontariato pugliese è piuttosto giovane (14 anni di anzianità media), ma presenta tassi di sviluppo molto dinamici soprattutto nellultimo decennio. Tra il 1995 e il 2003 (ultimi dati disponibili, diffusi dallIstat allinizio del 2007) il numero di associazioni iscritte al registro regionale del volontariato è più che triplicato (227 per cento), crescendo più della media nazionale (152 per cento). Nel triennio 2001-2003, la crescita è stata di oltre il 25 per cento. «Tale crescita - sottolinea Chiarello - significa, però, anche maggiore fragilità delle organizzazioni, sia perché costituite da poco tempo, sia perché si trovano ad operare in un contesto socio economico piuttosto problematico». Nel 2003 le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali pugliesi erano 530, per un movimento di circa 250mila persone (donatori compresi); i volontari attivi sono invece più di 17 mila. Secondo la foto scattata dallIstat, i volontari sono parimenti uomini e donne; letà prevalente è quella adulta (tra i 30 e i 45 anni), con una buona adesione della fascia giovanile, sebbene in diminuzione negli ultimi anni. «Le organizzazioni pugliesi di volontariato - conclude Chiarello - sono sempre più propense a lavorare in maniera integrata con i servizi e le istituzioni (58 per cento del totale): si tratta quindi di un volontariato attento a costruire reti e quindi a fare sistema».