Riunificare in un unico polo il patrimonio museale di Venezia, così come di Firenze e Roma per ridare unità e culturale al territorio. E' questa la motivazione da lui stesso espressa con cui il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli ha dato il via pochi alla riforma del suo ministero, che presenta novità anche per l'area veneziana. Alla Soprintendenza speciale per il polo museale veneziano, guidata dalla sovrintendente Giovanna Nepi Scirè, viene ora attribuito oltre alla competenza sui musei statali della città, dalle Gallerie dell'Accademia alla Ca' d'Oro, dal Museo Orientale all'Archeologico anche il controllo e la tutela del suo patrimonio storico e artistico, dai dipinti, alle sculture, agli arredi. La novità non è da poco, perché proprio la precedente riforma dei Beni Culturali istituendo il polo museale veneziano aveva trasmesso queste competenze alla Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici di Venezia, ora guidata dall'architetto Renata Codello. Ora si torna indietro, riportando la tutela delle opere d'arte e degli arredi sotto la competenza di quella che era una volta la Soprintendenza ai Beni Storici e Artistici di Venezia, e con la modifica, anche una parte del personale ceduto a suo tempo alla Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici soprattutto storici dell'arte dovrà tornare alle dipendenze della dottoressa Nepi. Ma la riforma prevede anche un'altra novità. Sarà la direzione regionale dei Beni Culturali ora ricoperta dall'architetto Ugo Soragni a divenire la stazione appaltante delle gare che prima, fino a un importo di circa 300 mila euro, erano bandite, per delega, direttamente dalle Soprintendenze. Sarà, pertanto, lo stesso direttore regionale a bandire le gare e a definire l'elenco delle imprese chiamate a parteciparvi.