Partita la procedura per la realizzazione di undici opere Partire in anticipo per arrivare in tempo. Guidati idealmente da Giuseppe Garibaldi, incontestato Eroe dei due Mondi, ma anche contestatissimo, dalla Lega Nord, simbolo dell'unità d'Italia. Al 2011, data delle celebrazioni, mancano ancora più di tre anni, ma il governo ha deciso di fare le cose per bene, con grandi sforzi finanziari, 150 milioni inseriti nel decreto collegato alla Finanziaria attualmente all'esame del senato, e organizzativi. Tutto nel 2007, come spiega l'esecutivo in una documentata risposta ai rilievi mossi nei confronti del provvedimento dal servizio bilancio della camera. Già, perché il programma «di interventi connessi alle celebrazioni per il 150 anniversario dell'Unità nazionale» (1861-2011) è già entrato nel vivo. C'è un Comitato dei garanti, i cui componenti non percepiranno compensi o gettoni di presenza, creato all'interno della presidenza del consiglio. E lo scorso 24 aprile il premier, Romano Prodi, con un decreto, ha istituito il «Comitato dei ministri 150 anni dell'unità d'Italia». Dell'organismo fanno parte il vicepremier e ministro dei beni culturali Francesco Rutelli, il numero uno del ministero dell'economia Tommaso Padoa Schioppa e i colleghi di Infrastrutture, Affari regionali e Rapporti con il parlamento, Antonio Di Pietro, Linda Lanzillotta e Vannino Chiti. C'è perfino, dalla seconda metà di ottobre, un sito web (www.italiaunita2001.it) che serve a informare le imprese e gli operatori sulla procedura concorsuale aperta il 19 ottobre e da chiudere entro il 20 dicembre prossimo. Il meccanismo, insomma, gira a pieno regime, e le imprese sono scese in campo attirate da ben undici interventi infrastrutturali da realizzare entro il 2010. C'è il nuovo Palazzo del cinema e dei congressi da realizzare al Lido di Venezia, che costerà oltre 72 milioni di euro. A Firenze si edificherà il nuovo Auditorium, con una base d'asta fissata a 82,5 milioni. Perugia avrà un aeroporto internazionale ampliato (26,8 milioni di euro) e grandi opere sono previste anche a Torino, Novara, Imperia, Reggio Calabria, Roma, e Isernia. Per un totale di 300 milioni di euro, metà a carico dello stato e già in bilancio per il 2007 «sì da consentire l'immediata cantierabilità delle opere di notevole valenza e importanza strategica per l'intero territorio nazionale» e il resto «delle amministrazioni territoriali e dei privati». Tutto a grande velocità, dal momento che le imprese italiane ed estere già fanno la fila e che «tale interesse è sicuramente foriero di un'adeguata partecipazione e di un sicuro successo in termini di raggiungimento qualitativo degli obiettivi prefissati». L'unico problema è la copertura finanziaria per i prossimi tre anni, dal momento che nel decreto sono stati inseriti solo i fondi necessari per partire subito. Gli altri chiarimenti sul decreto Il governo prende posizione contro la creazione di ben tre parchi nazionali (Egadi, Eolie, e Iblei) introdotta dal senato nel decreto legge. Con parole dure, perché la decisione, secondo l'esecutivo, «determina un'ulteriore proliferazione degli enti pubblici, in contrasto con la politica di razionalizzazione e di contenimento dei costi della pubblica amministrazione». Per di più i tre piccoli parchi sarebbero concentrati nella medesima area e ciascuno sarebbe «dotato di un complesso apparato costituito da organi, uffici e personale rispetto ai qua li non è effettuata la necessaria quantificazione dei costi». Lo stanziamento indicato, 250.000 euro per ciascuno, insomma, sarebbe sufficiente a malapena per garantire il funzionamento dei nuovi parchi. Ma negli anni successivi bisognerebbe mettere in preventivo cifre di molto superiori per garantire «compensi ai presidenti, ai consiglieri di amministrazione, ai revisori dei .conti con relative spese di missione, gettoni di presenza, spese di funzionamento e personale». Ecco perché il governo ha espresso già parere negativo su questo articolo del decreto. Sul commissariamento della Fondazione ex ordine Mauriziano si chiarisce che le spese della gestione sono rilevanti e si suggerisce, come prima mossa, la riduzione dei membri del comitato di vigilanza da 5 a 3. I vicecommissari straordinari da due dovrebbero diventare uno. Poi, l'ultima proposta: visto che i costi di conservazione e valorizzazione dei beni artistici dell'ex Ordine sono enormi e assorbono i fondi necessari per coprire i debiti, forse sarebbe il caso che la fondazione cedesse il patrimonio al Demanio.