Un affascinante viaggio nel tempo, fino al I secolo d.C. o giù di lì, data alla quale verosimilmente risale la costruzione della villa romana di contrada Palazzi di Casignana, uno dei complessi più importanti di epoca imperiale dell'Italia meridionale. Il "cicerone" di questo viaggio è Claudio Sabbione, direttore degli scavi di Casignana, che al museo nazionale della Magna Grecia, nel corso di un convegno promosso dal Fondo per l'ambiente italiano (Fai), ha fatto il punto sui lavori che poco a poco stanno riportando alla luce i ruderi dell'imponente villa, abitata dal I al IV secolo d.C..appartenuta, si pensa, a un console romano o forse a un facoltoso proprietario terriero. Situata tra Bovalino e Bianco, poco oltre il km 82 della Statale 106, lungo la costa dei Gelsomini, l'edificio è stato "scoperto" quasi casualmente nel 1963, quando una trincea per la posa in opera dell'acquedotto del Lovito la riportò casualmente alla luce, distruggendone in parte strutture e pavimenti a mosaico. Dopo alcuni interventi limitati, all'inizio degli anni Ottanta la Soprintendenza per i Beni archeologici della Calabria avviò i primi scavi, che furono poi ripresi nel 1999 grazie ai finanziamenti concessi dalla Regione. La peculiarità della costruzione, e le difficoltà maggiori sopravvenute anche in termini di scavi, è rappresentata dalla sua posizione, praticamente divisa in due dalla statale. La villa, oltre a una sfarzosa parte abitativa, era composta da due grandi impianti termali, rivestiti da un gran numero di mosaici dall'immenso valore artistico e archeologico. La punta di diamante di questa parte della villa, nelle terme orientali, è rappresentata dalla "Sala delle Nereidi", dov'è presente un grosso mosaico pavimentale, a grandi tessere verdi e bianche, raffigurante un "thiasos" marino con quattro nereidi sedute sulla groppa di altrettanti animali: un leone, un toro, un cavallo, una tigre, tutti dotati di con tre pinne, conformazione tipica dei mostri marini. Vi è poi la "Sala di Bacco" pavimentata con un mosaico che raffigura il dio ebbro, sorretto da un satiro. Il lato mare, quello tra la strada e la ferrovia, comprende invece un complesso residenziale con alcune sale mosaicate di notevole pregio, come la "Sala delle quattro stagioni" e la "Sala absidata", il più grande ambiente finora messo in luce. In seguito alla caduta dell'impero romano d'occidente e alle successive invasioni barbariche, la villa fu progressivamente abbandonata; ma si è potuto attestare (grazie alla presenza di diverse sepolture tra i ruderi della villa, a scarichi di ceramica nelle vasche cadute in disuso e a tracce di focolari accesi direttamente sui pavimenti a mosaico) che il fabbricato è stato abitato almeno fino al VII secolo d.C. «Si tratta indubbiamente - sostiene Sabbione - di un monumento archeologico di grande importanza, a cui si è lavorato molto negli ultimi anni grazie soprattutto ai finanziamenti concessi dalla Regione, che hanno permesso, non solo di estendere gli scavi precedenti, ma anche di avviare il restauro dei pavimenti a mosaico e di realizzare opere di copertura con protezioni che permettono di mantenere in vista e fruibili i mosaici che sono gli elementi più ca-ratteristici di questa villa romana. I lavori si protrarranno ancora per diversi anni, soprattutto per le difficoltà che incontreremo a causa della statale 106 che taglia in due la villa, ma in futuro quello di Casignana potrà rappresentare di certo uno dei centri di maggiore interesse archeologico di tutta la regione».
Calabria. Villa di Casignana inestimabile gioiello "tagliato in due" dalla Statale 106
La villa romana di Casignana, situata in Calabria, è stata scoperta casualmente nel 1963 e successivamente oggetto di scavi e restauri. La villa, costruita tra il I e IV secolo d.C., era abitata da un console romano o un proprietario terriero. I ruderi della villa sono stati ritrovati in due parti, a causa della statale 106 che li divide. La villa comprende due grandi impianti termali, con mosaici di grande valore artistico e archeologico. Tra i reperti più importanti vi sono la "Sala delle Nereidi" e la "Sala di Bacco".
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