Concluso dopo due anni il restauro dei dipinti nell'ex chiesa di San Francesco: nove cappelle ritornate all'antico splendore CHIAVARI. La Soprintendenza per i Beni architettonici rimuove la polvere di 200 anni accumulata sugli affreschi dell'ex chiesa di San Francesco. I restauri che hanno restituito a Chiavari i dipinti delle cappelle - nelle navate laterali dell'auditorium - sono stati presentati ieri pomeriggio dagli architetti Giorgio Rossini (soprintendente ligure per i Beni architettonici e il paesaggio) e Francesca Passano (progettista insieme a Cristina Sanguineti), oltre che dalla restauratrice Orietta Doria (che ha lavorato in sinergia con il geometra Gianni Gianardi). Con un investimento di 426 mila euro, erogati dal Ministero dei Beni culturali, sono tornate a splendere nove cappelle: le otto delle navate laterali e quella quattrocentesca, nascosta e fortemente manomessa perché un tempo fu adibita a servizi igienici pubblici. I lavori, affidati all'impresa Ivan Marmiroli di Reggio Emilia, sono iniziati nel 2005 e proseguiti fino allo scorso maggio. Durante questi due anni, l'ex chiesa non è mai stata chiusa al pubblico che oggi, alzando lo sguardo verso le volte delle navate, può ammirare colori, stucchi, particolari degli affreschi, tra i quali spiccano "Cristo in casa di Caifa", "L'orazione dell'orto", "La presentazione al tempio", dettagli di immagini sacre, simboli e decorazioni. «Il lavoro non è finito - dice il soprintendente Rossini -Rimangono da recuperare le cappelle absidali e il presbiterio». Il sindaco Vittorio Agostino si impegna a portare avanti l'intervento e confida possa essere sostenuto da fondi ministeriali. Il restauro ha riportato alla luce opere di Giovanni Battista Cartone, Giuseppe Galeotti e artisti minori che erano nascoste sotto strati di sporcizia, efflorescenze saline e altri fenomeni naturali dovuti all'incuria e all'uso improprio dell'edificio che, dal 1864, fu magazzino, rifugio di truppe, caserma dei vigili del fuoco e sede di esposizioni. Per fortuna non venne realizzato il progetto che lo voleva caserma militare, intervento che avrebbe compromesso definitivamente la struttura. In epoca recente l'ex chiesa di San Francesco è stata adattata ad auditorium. «E' la più antica testimonianza ligure della presenza francescana - aggiunge il soprintendente - Fu edificata nel XIII secolo dai fratelli Andrea e Guglielmo Fieschi, dei conti di Lavagna e nipoti di Sinibaldo, che nel 1243 divenne Papa con il nome di Innocenzo IV». I Fieschi si distinguono anche per aver promosso la costruzione della basilica di San Salvatore di Cogorno e i forti legami della loro famiglia con l'ordine francescano sono testimoniati dalla donazione, nel 1246, della chiesa chiavarese ai frati minori conventuali. Nel Cinquecento l'edificio subì modifiche e ampliamenti disordinati. Dal 1630 i fratelli Achille, Prospero e Ascanio Costaguta incaricarono l'architetto Francesco Bianco di demolire la chiesa medievale e di fabbricarne una nuova che sorse su quella precedente. Nel Settecento si registrarono ulteriori modifiche fino alla sconsacrazione del 1810.