L'assessore alla Mobilità difende il progetto «Domanda troppo alta per i mezzi di superficie» IL PASSANTE SI DEVEFARE Ma non a carico dello Stato. L'urbanista Giuseppe Campos Venuti torna sull'intervento affidato ieri alle pagine dell'Unità. Un intervento in cui tra l'altro boccia senza appello la metropolitana versione Cofferati. La replica al presidente nazionale di Legambiente Roberto Della Seta, contrario all'attuazione della bretella autostradale da 40 chilometri, ha dunque un complemento di non poco conto. È vero che quest'opera va fatta, ma - specifica il professore - «senza chiedere soldi allo Stato. Perché la tesi oggettivamente migliore e non difficile da concretizzare è quella di far finanziare l'opera agli automobilisti con un pedaggio». Discorso che secondo Campos Venuti comunque non deve avere una valenza solo bolognese. «Lo Stato paghi le opere su ferro, quelle su gomma ricadano su chi le utilizza: questa deve diventare una politica nazionale valida per tutte le nuove infrastrutture riassume l'urbanista - così tra l'altro eviteremo le contrapposizioni tra territori», la concorrenza sui fondi pubblici con tutte le disparità che ne possono nascere. La tendenza del resto è questa, «in Francia Sarkozy ha annunciato fondi per realizzare 1350 chilometri di linee tranviarie, e ha detto stop alle autostrade - ricorda Campos Venuti -. E non mi pare un pericoloso bolscevico». Se questa è l'ottica però «abbiamo sbagliato a scegliere di gravare sempre su "Pantalone", era chiaro che se ci imbucavamo nella trappola della Finanziaria non ne saremmo usciti». Una bacchettata rivolta implicitamente agli enti locali, che avevano sollecitato questa strada, e a tutta la discussione seguita alla mancata approvazione in commissione Bilancio al Senato dell'emendamento che avrebbe stanziato 60 milioni a favore del Passante.Ma la stoccata alle istituzioni bolognesi che più balza agli occhi è quella sulla metrotramvia Cofferati: «È sbagliato insistere su lmetrò sotterraneo a Bologna - scrive il professore - perché superiore alle necessità locali, facilmente risolte dalla rete tranviaria già proposta da un'amministrazione di sinistra (l'ultima Vitali, ndr), poi cancellata dalla destra». L'assessore alla Mobilità di Bologna Maurizio Zamboni para il colpo. «È vero che non abbiamo i 10-15 mila passeggeri l'ora per senso di marcia che giustificano una metropolitana tradizionale - premette - inmediasono3500fino all'ospedale Maggiore, e da lì calano fino ai 1550 di Borgo Panigale ». Allo stesso tempo però nella tratta centrale, «diciamo tra la stazione e porta S.Felice, la domanda è di 6500 passeggeri. Una quota assolutamente non assorbibile dai mezzi di superficie ». Neanche con più linee? «No - assicura - perché se insistono tutte sullo stesso tratto la frequenzane risente, c'è una saturazione, senza contare la convivenza con altri mezzi. Insomma il nostro non è un vero metrò ma, appunto, una metrotramvia: che viaggia in larga parte in superficie e dove c'è più domanda nel sottosuolo». Il fatto poi che i binari corrano sotterranei già dalla Fiera (e non magari dalla stazione) ha poi una ragione tecnica imprescindibile: «Per infilare la talpa scavatrice si deve aprire una voragine da 150metri per70- ricorda Zamboni -, e certo non si può farlo in piazza dell'Unità o in via Matteotti, bisogna andare alla Fiera»