A fine settembre si è inaugurato un nuovo megacentro commerciale, l'ennesimo, in Campania. È stato presentato come il più grande dell'Italia meridionale e probabilmente è vero, visto che si pone in tutta la sua orribile ed enorme architettura presso lo svincolo autostradale di Caserta sud e si estende su 200.000 mq. Per realizzare questo scempio sono stati sepolti dal cemento e dall'asfalto ettari di suolo fertile; è stato cancellato un pezzo di paesaggio agricolo; impermeabilizzata un'altra enorme porzione di territorio con perdita di acqua per le falde; è stata asfaltata una superficie vastissima con forte effetto di surriscaldamento dei bassi strati dell'atmosfera; il parcheggio è stato alberato con insignificanti arbusti, buona parte dei quali già morti. Insomma si è risparmiato solo sulle essenze arboree che avrebbero potuto ridurre l'impatto ambientale. La proprietà potrebbe mitigare il danno facendo piantare almeno 500 alberi di alto fusto. Ci sembra l'unico modo per ripagare, in minima parte, il danno. Una soluzione per diminuire l'impatto ambientale è il ricorso all'energia elettrica di origine fotovoltaica. Sono sul mercato pannelli e tegole che possono sostituire i materiali comunemente usati per ricoprire i tetti e le facciate. Con l'energia fossile a costi crescenti e con difficoltà di approvvigionamento, l'energia solare presenta notevoli vantaggi quali la perennità della fonte, l'uniformità della distribuzione, l'assenza di emissioni inquinanti, l'estrema affidabilità e la modularità del sistema di erogazione. Un ulteriore valido contributo potrebbe essere fornito dalla copertura dei parcheggi per le auto con tettoie sulle quali installare pannelli fotovoltaici di ultima generazione. Gli scriventi sono presidente e vice dell'associazione Verdecologista. Perché ora si riparla di Alemao e moneta? Salvatore Leopoldo