Il Consiglio di Stato dice di no al ricorso di Palazzo dAccursio. Limmobiliare: "Avevamo ragione, potremmo chiedere i danni" Merola: "Continueremo ad opporci al residence di 2000 metri" Lassessore: "Resta limpegno a mettere in atto tutte le azioni amministrative possibili per tutelare il paesaggio" -------------------------------------------------------------------------------- Il Consiglio di Stato boccia il ricorso di Palazzo DAccursio - che aveva già perso al Tar - e consente alla società immobiliare Mina Real Estate di poter costruire un residence da 2000 metri quadrati sui colli, in via Domizzola. Una sentenza che rimette in discussione i vincoli adottati dalla giunta sulla fascia collinare. «Abbiamo ottenuto giustizia, per noi il caso è chiuso, valuteremo se chiedere i danni al Comune» dice Massimo Minarelli, amministratore della società immobiliare che ha ingaggiato da agosto un braccio di ferro con la giunta per far valere i propri diritti a edificare. «Continueremo a opporci al progetto» ribatte lassessore allUrbanistica Virginio Merola che a settembre, a Repubblica, aveva invece dichiarato: «Andiamo al Consiglio di Stato, se perdiamo valuteremo la possibilità di un accordo». E lennesimo scivolone che vede protagonista lassessore diessino. Prima le polemiche sulla moschea, con conseguente riduzione del progetto, poi le difficoltà a far decollare il bando allex mercato ortofrutticolo - a rischio Tar - infine la sconfitta sul residence della Mina Real Estate. Che a Merola non va giù: «Non è stato ritenuto pregiudizievole alla salvaguardia degli interessi ambientali e paesistici del territorio collinare la possibile realizzazione di nuove costruzioni in una zona sottoposta a tutela paesaggistica». Minarelli si dice stupito: «Hanno perso, dovrebbero dimostrare maggiore senso di responsabilità e agire di conseguenza». Tutto inizia quando la giunta e il consiglio comunale - dopo le polemiche sulla concessione dei permessi per realizzare sempre sui colli una scuola di golf - decidono di dare un segnale forte approvando una variante di salvaguardia della collina. Un atto amministrativo che consente al sindaco di ricompattare una maggioranza. Lala radicale e alcuni Ds criticano la decisione sul campo da golf, le rassicurazioni sul verde collinare bastano per allontanare la crisi spostando più avanti la resa dei conti. Ma nelladottare la variante non si tiene conto dei diritti acquisiti di Minarelli: «E come svegliarsi un bel giorno e trovare la propria casa "cancellata" da un atto del Comune, la stessa amministrazione che prima aveva autorizzato luso dellarea, ha bloccato di punto in bianco il residence che avrei dovuto costruire». Risultato, la Mina Real Estate si appella al Tar e vince il primo round. Merola non ci sta, va al Consiglio di Stato e perde. La sentenza è del 6 novembre scorso. Viene respinto il ricorso dellamministrazione comunale e viene rimessa in discussione di conseguenza la delibera sulla salvaguardia collinare. Di fronte alla peggiore delle ipotesi - per la giunta - Merola non può che ribadire «lindirizzo e limpegno a mettere in atto tutte le azioni amministrative possibili per la tutela del patrimonio paesaggistico».
BOLOGNA - Collina, Comune bocciato di nuovo
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della società immobiliare Mina Real Estate contro la delibera della giunta comunale sulla salvaguardia della collina. La società aveva chiesto di poter costruire un residence da 2000 metri quadrati sui colli, ma la giunta aveva bloccato il progetto. La Mina Real Estate ha appello al Tar e ha vinto, ma il Consiglio di Stato ha annullato la sentenza e ha consentito alla società di costruire il residence. Lassessore Virginio Merola ha dichiarato che continuerà ad opporsi al progetto e che il Comune dovrà agire per tutelare il patrimonio paesaggistico.
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