"Per la prima di SantAmbrogio meglio la Toscanini Symphony oppure la Verdi" Interrogazione di Majorino (Pd): "Perché il Comune non interviene?" -------------------------------------------------------------------------------- «Il mondo è pieno di orchestre. Se quella della Scala rinuncia al primato della sua funzione, proporrò il suo commissariamento». La notizia della rottura delle trattative per il rinnovo del contratto e lannullamento della "Messa da Requiem" di Verdi, manda su tutte le furie lassessore alla Cultura Vittorio Sgarbi, che propone «per la Prima, la Toscanini Simphony Orchestra che già si esibisce agli Arcimboldi a costo zero per il Comune o lOrchestra Verdi». Per Sgarbi, lagitazione dei lavoratori del teatro è «decisamente sgradevole, soprattutto in occasione delle celebrazioni toscaniniane. Non mi pare - continua lassessore - che chi protesta versi in condizioni particolarmente disagiate. Basti ricordare che i loro rimborsi spese per le trasferte sono il doppio o il triplo dei "Pomeriggi musicali"». Una vertenza che preoccupa tutto il mondo politico milanese. «Ogni anno, inevitabilmente, il confronto sinasprisce - nota lassessore provinciale alla Cultura Daniela Benelli - . Faccio un appello alla ragionevolezza, dalla parte dei cittadini. Si devono evitare conseguenze negative per la Scala e per la città». Oggi uninterrogazione sarà presentata a Palazzo Marino dal consigliere comunale del Pd Pierfrancesco Majorino. «Mi chiedo da giorni perché la giunta non intervenga nella controversia tra le parti, come se la cosa non la riguardasse», dice Majorino che esprime la propria «amarezza per il fatto che la Scala non riesca a trovare il proprio equilibrio e sia luogo di insoddisfazione per i suoi lavoratori». E sul rischio che lagitazione travolga la Prima di dicembre, dice: «Mi auguro che non si arrivi a scelte così forti. Sarebbe un fatto che non voglio nemmeno ipotizzare». Sulle specifiche richieste dei lavoratori - quadro occupazionale, regolarizzazione dei precari, orari di lavoro - prende posizione anche il presidente della commissione Cultura a Palazzo Marino Michele Mardegan, consigliere di Alleanza nazionale. «Gli operatori della Scala hanno sempre avuto trattamenti di favore, è oggettivamente incomprensibile questo atteggiamento di contrapposizione - ragiona Mardegan - . Tutti gli artisti hanno contratti particolarmente favorevoli, con privilegi che vengono loro riconosciuti oltre ogni buon senso. Ricordo le loro indennità e i diritti sulle trasferte, come quello di albergare in hotel a cinque stelle. Non mi pare che non vedano riconosciuto il loro indubbio valore artistico». Poi Mardegan annuncia iniziative istituzionali per i prossimi giorni. «La Scala è patrimonio di tutta la città, un ente per il quale il Comune stanzia somme ingentissime, milioni di euro per permettere che chiuda ogni anno il bilancio in pareggio. Proporrò in commissione Cultura - assicura - unanalisi approfondita della gestione e dei bilanci. Non so se da parte della Sovrintendenza ci sarà disponibilità. La Scala rappresenta un mondo a sé che non vuole interferenze da parte del mondo politico. A noi chiedono solo gli stanziamenti, ma poi non vengono mai a riferire».