Sette euro a persona per 35 secondi di viaggio, fino in cima alle terrazze del Vittoriano per ammirare un panorama che lascia senza parole ma anche senza denaro, soprattutto se a pagare il biglietto è una famiglia come tante. Un biglietto caro se proporzionato alla durata del viaggio e al servizio reso, lamenta il Codacons. Una somma di questi tempi, pari ad esempio, al costo di una pizza, al buono pasto di un dipendente, al biglietto del cinema, a un libro, a un rossetto, a una lampada solare, a una buona bottiglia di vino, a un collant di marca. Certo ci sono le scale, 196 scalini e sono gratis, ma per arrivare fino in cima è roba da giovani o da atleti. Per chi si avventura a piedi c'è il rischio poi che i 7 euro risparmiati se ne vadano all'arrivo, per l'acquisto di una bevanda dissetante dopo l'arrampicata. Non va poi dimenticato che il Vittoriano è un monumento pubblico, dei Beni culturali e che in visita non ci vanno solo gli stranieri ma anche tanti romani. Si stimano in migliaia i visitatori che utilizzano tali elevatori - spiega il Codacons - questo significa un business elevato con incassi significativi. Per questo l'associazione invita gli organi competenti a rivedere la tariffa degli ascensori del Vittoriano, «per consentire una maggiore fruizione agli utenti ed evitare che uno spettacolo culturale e artistico di elevato valore venga "sporcato" da un biglietto salatissimo per una grande metropoli come Roma».