"Che tormento quel chilometro e io infrango il senso unico" -------------------------------------------------------------------------------- Ex soprintendente del Polo museale fiorentino vado in bicicletta da sempre. Chi mi conosce lo sa. Da via Montebello, dove abito, fino a via della Ninna, dove facevo fino a un anno fa il mestiere di soprintendente, fino a via Roma dove ho oggi il mio studio, cè meno di un chilometro di strada. Percorso breve tutto in pianura, non facile tuttavia perché oggi andare in bicicletta a Firenze e girare per il centro storico è diventato problematico quando non anche pericoloso. Credo che gli autisti dellAtaf abbiano imparato a conoscermi e non dubito che mi gratifichino di epiteti poco gentili, quando incrocio il loro sguardo prendendo contromano Borgo Ognissanti e via della Vigna. Contromano per forza, perché altrimenti sarei costretto ad un lungo e inutile giro per fare un breve percorso. E poi la sosta. Le rastrelliere sono rare e la bicicletta devi pur legarla da qualche parte se vuoi ritrovarla alla fine della giornata. E allora capita di vedere bici che, appoggiate contro il muro, intasano gli stessi marciapiedi oppure si saldano con i loro lucchetti alle ringhiere che proteggono monumenti venerabili: a Orsanmichele, alla Santissima Annunziata, alla Colonna di Piazza Santa Trinita. La bicicletta è il mezzo di locomozione più bello, più pulito, più comodo del mondo. La salute e il decoro della città storica la garantiscono i ciclisti. Occorrerebbe incoraggiarli come si fa con i cittadini benemeriti e virtuosi, portarli a esempio e favorirli nella loro scelta di vita. Invece niente di tutto questo nella nostra città. Sono i motorini sfreccianti assordanti e puzzolenti a farla da padroni. Ho limpressione, da antico ciclista, di appartenere ad una categoria a malapena tollerata. Possibile che non si possa fare nulla per offrire ai cittadini piste ciclabili vere, non assurdamente interrotte dove più servirebbero, non occupate, come spesso succede ad auto in sosta o da motorini e furgoni? E le rastrelliere, altro punto interrogativo, quanto mai costerebbe allamministrazione civica, moltiplicarne la presenza nel centro storico e in periferia? Per concludere. La città abitata dal meraviglioso fruscìo delle biciclette per la città civile, è la Firenze che io vorrei. Quando tutti lo capiranno (molti lo hanno già capito) sarà un gran bel giorno per la nostra città. Forse quel giorno le dispute infinite sulla tramvia perderanno un po della loro efficacia.