«Si può ripristinare l'imposta sulle grandi successioni» - Soragni ottimista: il teatro forse pronto nel 2006. Fatta la legge, vanno trovati i fondi. La «Fondazione lirico-sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari» è stata approvata all'unanimità dall'Aula della Camera, e adesso ha diritto di accesso ai finanziamenti del «Fus», il Fondo unico dello spettacolo. Ma le risorse disponibili per il «Fus», già esigue rispetto alle richieste, verranno ulteriormente ridotte quest'anno dalla Finanziaria: e allora? n gruppo Ds alla Camera sta lavorando intorno a una proposta. L'on. Luciano Violante, capogruppo della Quercia a Montecitorio, spiega: «Stiamo studiando la possibilità di ripristinare, quando la legge finanziaria arriverà alla Camera, l'imposta sulle grandi successioni anche per finanziare il "Fus". Si tratta di una tassa che solo in Italia è stata tolta, anche se pure i grandi liberali dicevano che questa è l'unica tassa giusta». Secondo le stime dei diesse, questa imposta potrebbe portare al fondo per lo spettacolo parecchi soldi: «Riteniamo afferma Violante che si possa prevedere una somma come 2.500 miliardi di vecchie lire l'anno, risorse che si potrebbero destinare a tutto ciò che riguarda la cultura e lo spettacolo e che consentirebbero di recuperare ciò che serve». Questi fondi si aggiungerebbero a quelli annunciati dal ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani, che ieri in una intervista alla Gazzetta ha assicurato le risorse provenienti dalla «Legge Obiettivo». Altri fondi (stimati intorno ai 20mila miliardi di vecchie lire) i diesse ritengono di poter rastrellare per sanità, scuola, casa e ambiente attraverso l'elevazione dell'imposta sull'esportazione dei grandi capitali. «La tassazione attuale è al 2,5 spiega Violante mentre in Germania è al 25. Se questi capitali fossero rimasti in Ita lia, l'imposta sarebbe stata fino al 40 . Perciò incalza stiamo studiando la possibilità di elevare questa tassazione al 12,6, pari a quella sulle rendite finanziarie». Di questo capitolo di bilancio non usufruirebbe, comunque, il settore dello spettacolo. «Presenteremo ai colleghi del centrosinistra la nostra idea afferma Violante per discuterla con la Finanziaria e fronteggiare la politica rovinosa del centrodestra sul piano dello sviluppo e della giustizia sociale». Sarà possibile la massima convergenza del Parlamento anche sui fondi per la cultura, come è avvenuto per l'ente lirico? ««Noi siamo disponibili, non abbiamo pregiudiziali sottolinea Violante ma senza fare pasticci o accordi sottobanco». BARI In tutta questa storia lui non ha mai perso la fiducia. Ha lavorato in silenzio, mai una parola fuori posto. I giornalisti? Vade retro. Ma ora Ugo Soragni, sovrintendente regionale, decide di parlare. Anche perché nella legge che istituisce l'ente Urico c'è un pezzo consistente del suo lavoro. «Un anno e mezzo fa qualcuno diceva che la situazione era disperata, che non c'era nessuna prospettiva concreta né per la ricostruzione né per il raggiungimento di un accordo di gestione. commenta Soragni Gli uffici periferici della sovrintendenza hanno proseguito in un lavoro silenzioso e difficile, che ha preparato il terreno tecnico per definire il progetto di ricostruzione del teatro. Quel progetto, integralmente accettato dalla famiglia, è stato il primo scalino per costruire tutti i passaggi successivi». Dopo un anno e mezzo lo scenario è totalmente mutato. «Sì e possiamo essere contenti. Abbiamo ora tutti i fondi per la ricostruzione, statali e quelli di Regione, Provincia e Comune, abbiamo la disponibilità del teatro a favore della Fondazione per 40 anni, abbiamo sgombrato il campo da tutti i vecchi contenziosi e ora abbiamo anche la legge sull'ente lirico». Dunque il lavoro è finito? «No, tutt'altro. Adesso bisogna avviare una nuova fase, impegnativa, che coincide con la suddivisione dei compiti tra il Ministero e la Ftondazione per quanto riguarda il completamento della ricostruzione». Quale ruolo ha giocato In questa vicenda l'on. Sgarbi? «Ha riacceso l'attenzione su un problema che era ormai considerato irrisolvibile, il suo merito è di aver portato all'attenzione nazionale la vicenda Petruzzelii Successivamente tutta la parte relativa alla costruzione degli accordi è stata svolta dal sottosegretario Dono, il quale merita un ringraziamento da parte di tutti per la tenacia e la costante presenza». Fasi accompagnate da un certo clima di pessimismo. «All'inizio ho percepito da parte dell'ambiente cittadino una certa sfiducia né sono mancati momenti difficili nelle trattative. Io ho sempre creduto fermamente che saremmo arrivati a una svolta positiva della vicenda. Bisognava soltanto liberare il clima dalle incrostazioni degli ultimi 12 anni». Quando riaprirà il teatro? «D 2006 è una data attendibile, indirettamente richiamata nel protocollo del 21 novembre scorso. Però realisticamente ricordiamoci una cosa: la ricostruzione è un'attività soggetta alle norme che regolano i lavori pubblici, le famose leggi Merloni».
Il Teatro Petruzzelli Violante: e ora i soldi
Il governo sta lavorando per ripristinare l'imposta sulle grandi successioni per finanziare il Fondo unico dello spettacolo (Fus). Il gruppo Ds alla Camera sta studiando una proposta per ripristinare la tassa, che potrebbe portare a 2.500 miliardi di vecchie lire all'anno. La tassazione attuale è al 2,5% mentre in Germania è al 25%. Il ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani, ha annunciato risorse provenienti dalla Legge Obiettivo. Altri fondi potrebbero essere rastrellati per sanità, scuola, casa e ambiente.
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