«Il nostro oro è il paesaggio: quello che si vede a occhio umano. Le colline, la loro bellezza. Su questo vogliamo investire, non sull'oro da trovare sottoterra». Così il sindaco Leonardo Marras boccia il sogno di corsa all'oro inseguito, nella sua Roccastrada e dintorni, dalle due società canadesi Adroit Resources Inc e Tuscany Minerals srl, entrambe impegnate sul fronte dei permessi per bucherellare 4mila ettari di collina. «Il nostro contributo all'escavazione l'abbiamo già dato», dice un funzionario comunale che, senza giri di parole, bolla così l'avvento delle nuove inquiline. «Roccastrada non vuole diventare un gruviera». La storia inizia l'anno scorso, nel settembre 2006, quando giunge notizia delle "ospiti" canadesi. Sulla base di bibliografie certosine e studi storico-geologici, sembra certo che il territorio di Roccastrada sia ricco d'oro. E questo è ciò che le ha portate fin qui. Un salto lungo un secolo riporta la fantasia ai tempi dei leggendari esploratori che in Alaska trovavano le pepite sulle sponde dei fiumi. La Valle del Merse è pronta a trasformarsi nel novello Klondike, e il popolo dei cercatori d'oro si mette in moto. Segnali interessanti sono colti da alcuni geologi come Giacolo Biserni, consulente della società canadese, che sulla base dei dati è pronto a scommettere: «l'oro c'è eccome, e lo confermano i campioni di terreno, le analisi dei sedimenti nei corsi d'acqua, le vecchie perforazioni». La macchina si mette in moto finché, nel territorio di Roccastrada, non si aprono quattro domande (due per ogni società) per altrettanti permessi di ricerca per oro, metalli e minerali associati. Il primo (Poggio Carpinelle) è richiesto dalla società Adroit Resources Inc, e interessa un'area di 1294 ettari. Per questo permesso «la conferenza dei servizi - dicono in Comune - si è tenuta lo scorso gennaio e attualmente è in corso la fase istruttoria delle integrazioni richieste». Un secondo permesso di ricerca, il Torniella, è richiesto dalla società Tuscany minerals srl, e si estende su un'area di 826 ettari. Anche per questo permesso è in corso la fase istruttoria delle integrazioni richieste. Per i 1206 ettari dell'area denominata Roccastrada, il permesso di ricerca è stato richiesto ancora dalla Tuscany minerals ed è appena terminata la fase della pubblicazione preventiva all'Albo pretorio del Comune. Per ultima, per la richiesta della società Tuscany minerals sui 923 ettari di Monte Alto, è appena terminata la fase della pubblicazione preventiva all'Albo Pretorio del Comune, e si aspetta la conferenza dei servizi. In tutti questi casi l'autorità pubblica competente al rilascio dell'autorizzazione alla ricerca è la Regione Toscana. Sarà lei a decidere se e come il territorio potrà essere usato per la ricerca dell'oro. Ma intanto il Comune di Roccastrada ha già espresso il suo no nelle conferenze dei servizi che ci sono già state per la prima e seconda richiesta. Per la terza e quarta richiesta, si aspetta la data della prossima conferenza dei servizi, il 28 novembre. La conferenza sarà ancora convocata dall'ente preposto, il "Corpo delle miniere" - Direzione generale delle politiche territoriali e ambientali (settore autorità di vigilanza sulle attività minerarie della Toscana sud e sulla geotermia). E riunirà vari enti: Comune di Roccastrada, Provincia, Comunità Montana, Genio civile, Soprintendenza, Regione. Anche in questa conferenza il sindaco Marras Roccastrada (che è anche andato in Regione chiedendo che il suo "no" sia messo agli atti) manterrà la stessa linea dura. «Siamo convinti - dice - che il nostro vero tesoro non sia nascosto alla vista, e che per trovarlo non sia necessario dover scavare. Il nostro oro è la ricchezza del nostro paesaggio, la sua bellezza. E' questa la ricchezza che vogliamo proteggere e sulla quale vogliamo investire». «Abbiamo 26o ettari di cave - conclude il Comune - e siamo sede di 2 riserve naturali provinciali (il Farma e il Pietra) e una statale (il Belagaio), e di quest'attività non vogliamo saperne». Elisabetta Giorgi