Si attendono le mosse del sovrintendente Orazi nel prossimo consiglio Il caso del direttore artistico Battistelli che dà le dimissioni riapre uno scontro tra settori interni Grandi manovre nella dirigenza della Fondazione Arena e subito lavoro per il neodirettore operativo Francesco Girondini, che già ha dovuto fronteggiare il caso della «Carmen» prevista a Melbourne, diretta da Franco Zeffirelli, ma saltata per problemi finanziari degli organizzatori locali. Al punto che sono ancora ferme al porto di La Spezia le scenografie allestite per la rappresentazione e stipate nei container del retroporto. Ma i movimenti nella Fondazione sono nei vertici dirigenziali dopo le crepe che si sono aperte con il clamoroso addio del direttore artistico. Che cosa ha spinto Giorgio Battistelli, un musicista di riconosciuto valore internazionale, a dare due settimane fa le dimissioni da direttore artistico della Fondazione? Battistelli che sta raccogliendo già successi altrove ha dichiarato di andar via per problemi con la struttura interna al teatro che da anni ne sclerotizza la funzionalità e la vita artistica. Battistelli non ha esitato ad alzare il dito verso l'ufficio produzione areniano che nel tempo ha acquisito un «mansionario» vastissimo e un'area di ingerenza, anche in quella dell'orchestra, del coro e del balletto (spettante alla direzione artistica), che non è riscontrabile in alcun altro teatro italiano. Tale, quindi, da mettere in discussione la stessa esistenza dell'ufficio artistico della Fondazione. Il sovrintendente Claudio Orazi prima ha chiesto a Battistelli di congelare le dimissioni fino al 10 novembre e in queste ore vorrebbe convincerlo a ritirarle. Ma prima va risolto il problema strutturale tra i diversi comparti, cioè tra l'ufficio produzione in questione, diretto da Fausto Luppi, ex-sindacalista e strumentista dell'orchestra, e appunto la direzione artistica. Le difficoltà in cui si sta muovendo il sovrintendente, dunque, non è sempre detto che siano riconducibili a problemi politici e istituzionali, anche se il gelo con alcuni soci come la Camera di commercio, continua ad esserci e di soldi se ne vedono sempre pochi. Già con la gestione e la stabilizzazione voluta dall'ex sovrintendente Giacchieri, certe posizioni interne si sono molto rafforzate. Ma si tratta di problemi strutturali nati ancora ai tempi del sovrintendente De Bosio e del segretario generale Angela Spocci e che sono via via cresciuti mentre l'attenzione generale invece si concentrava sugli scontri politici. Vale la pena di ricordare che già un altro direttore artistico è stato alla fine «costretto» a dare le dimissioni: Fabrizio Maria Carminati. E così, il braccio di ferro tra comparto della produzione e della direzione artistica è arrivato alla stretta finale. Il sovrintendente Orazi già dal prossimo cda dovrebbe compiere un atto dovuto: riconfermare Battistelli nella sua carica. Ma se l'ex direttore artistico restasse fermo nelle sue intenzioni di dimissioni si renderebbe necessaria la nomina di un nuovo direttore artistico (è compito solo del sovrintendente). Ecco che allora potrebbero riaccendersi ancor più gli scontri interni che potrebbero favorire Giorgio Benati, veronese, titolare di un'agenzia di cantanti ed ex segretario artistico alla Fenice di Venezia, che già aveva sostenuto il sindaco Tosi in campagna elettorale e che fonti interne alla Fondazione indicano come possibile candidato per la carica di direttore artistico. Si attendono le mosse del consiglio.