31-OTT-2003 ilA LO SCHEMA DI STATUTO APPROVATO IERI DA GOVERNO, REGIONE, PROVINCIA, COMUNE, FONDAZIONE CRT E COMPAGNIA DI SAN PAOLO. Il ministro dei Beni Culturali: la firma già prima di Natale. Via libera alla Fondazione del Museo Egizio. Governo, Regione, Provincia e Comune di Torino, la Fondazione Crt e la Compagnia di San Paolo hanno infatti approvato, dopo mesi di trattative a volte anche difficili, lo schema di Statuto e lo studio di fattibilità che dovranno sancire definitivamente tempi e risorse finanziarie del progetto di ristrutturazione e di allestimento dell'ex collegio dei Nobili di via Accademia delle Scienze e del piano interrato della Chiesa di San Filippo Neri, La Fondazione avrà a disposizione 57 milioni di . I lavori dovranno essere ultimati entro il 2011,150 anniversario dell'Unità d'Italia. Lo schema di Statuto è stato sottoscritto ieri pomeriggio a Roma dal ministro dei Beni Culturali, Giuliano Urbani, dal presidente della Regione, Enzo Ghigo, dal sindaco, Sergio Chiamparino, dall'assessore alla Cultura delle Provincia, Walter Giuliano, e dai rappresentanti della compagnia ai san Paolo (il vicepresidente Carlo Callieri) e della Fondazione Crt (il segretario generale, Maura Leddi). La riunione di ieri, era presente anche il direttore del dipartimento di Archeologia del ministero, Giuseppe Proietti, è servita a sancire l'intesa politica tra il governo e i rappresentanti degli enti locali. Intesa che adesso il Comitato esecutivo dovrà tradurre in una convenzione che regolerà tutti i rapporti di carattere giuridico ed economico tra le parti. I «tecnici» hanno circa un mese di tempo per elaborare il testo. Il ministro Urbani si è detto disponibile a firmare lo Statuto entro dicembre. Spiega: «La Fondazione potrebbe diventare realtà prima di Natale. Si tratta di un atto di grande importanza perché sarà la prima in Italia a sperimentare una modalità di gestione mista dei beni culturali a cui partecipano il ministero, gli enti locali e i privati». Va precisato che il patrimonio del museo resta di proprietà dello Stato che affida alla Fondazione la gestione. Aggiunge Urbani: «II Museo Egizio si appresta a diventare nel 2004 un grande cantiere di sperimentazione nel campo dei beni culturali. L'obiettivo finale è il suo rilancio anche dal punto di vista della fruibilità per i visitatori». Nello schema di convenzione si legge che la «Fondazione perseguirà la valorizzazione, la promozione, la gestione e l'adeguamento strutturale, funzionale ed espositivo del museo e delle sue attività». E ancora: «Sarà la Fondazione a garantire l'acquisizione delle risorse finanziarie sufficienti per un'adeguata conservazione del museo, la migliore fruizione al pubblico, l'organizzazione di mostre, convegni ed attività didattiche o divulgative». Secondo il presidente Ghigo «si tratta del primo passo verso quell'alleanza tra istituzioni pubbliche e private per lo sviluppo del patrimonio culturale che stiamo cercando di costruire». Aggiunge: «Ancora una volta il Piemonte si pone come Regione-laboratorio che fa da battistrada nella ricerca di soluzioni avanzate per i beni culturali». Soddisfatto anche il sindaco: «Il grosso del lavoro è stato fatto. Resta da predisporre la convenzione che regola tutti i rapporti e costituisce l'atto formale di nascita della Fondazione». Per Chiamparino «si tratta di uno strumento indispensabile per procedere al bando di gara per la progettazione e la realizzazione dei lavori. Per accelerare i tempi è probabile che il gruppo di lavoro inizi da subito a studiare le linee guida del bando». L'intesa prevede la nascita di tre figure direttive: il presidente della Fondazione che avrà una funzione di indirizzo; il direttore generale che dovrà essere un manager con esperienza nella gestione dei beni culturali e il presidente del Comitato scientifico che sarà scelto tra gli esperti dell'Antico Egitto.