Caro Roberto Della Seta, sono felice di vederti nell'esecutivo del Partito Democratico, che io sostengo fin dall'inizio e spero che questo non ti sottrarrà a Legambiente, associazione che mi vede da tanto tempo nel suo comitato scientifico. Come tu sostieni, nel PD ci deve essere dialettica interna e quindi contesti il Passante Autostradale di Bologna, che invece io appoggio; discutiamone pure. Io durante la Resistenza ero nel Partito d'Azione, dove si discuteva a tal punto che ha finito per sciogliersi; poi sono entrato nel Partito Comunista, dove si discuteva un po' meno, ma io non ho mai smesso di farlo Però, per le scelte di governo, locale e nazionale, sono convinto che si debba prima discutere, poi adottare una strategia generale e infine rispettarla per gli interventi operativi; senza abbandonarsi a posizioni estemporanee, specie se fortemente ideologizzate. Ora per la questione della mobilità che, come sa bene Legambiente, è decisiva per la strategia ambientale nazionale, purtroppo manca una linea generale, tanto al PD appena nato, che al governo di coalizione di centro sinistra. Questa linea - se esistesse - dovrebbe essere bimodale, puntando sia al trasporto su ferro che a quello su gomma;ben sapendo che il ferro è stato fino ad oggi fortemente penalizzato e che, dunque, gli investimenti sul territorio e nelle città, per il ferro dovrebbero prevalere su quelli per la gomma. Ciò non significa che la disastrosa prevalenza della gomma sul ferro, debba farci scegliere la paralisi della squilibrata mobilità attuale; e dunque, almeno i più importanti nodi paralizzati del traffico su gomma,devono essere sciolti. Sapendo, come sai bene, che il più importante di questi nodi paralizzati è quello di Bologna, il tuo intervento - tipicamente ideologico e non riformista - è allora sbagliato. Come fu sbagliato da parte dei Verdi, chiedere alla Unione Europea, di impedire che la realizzazione del Passante bolognese fosse affidata alla Società Autostradale - per pagarla con i pedaggi e non con i fondi statali -, in quanto non era un nuovo tratto da mettere a concorso,ma un tratto alternativo alla Tangenziale bolognese, da trasferire alle istituzioni locali, perché con i pedaggi finanzi il Servizio Metropolitano Ferroviario. Come ha sbagliato il ministro Di Pietro, che ha programmato di allargare le autostrade che arrivano a Bologna da Milano, da Padova e da Rimini, lasciando irrisolto il nodo sul quale questo traffico convergerà. Come è sbagliato, secondo me, insistere sul Metrò sotterraneo a Bologna, superiore alle necessità locali, facilmente risolte dalla rete tranviaria di superficie già proposta dalla Amministrazione di sinistra, poi cancellata dalla destra; ed è clamorosamente sbagliato che il governo centrale finanzi addirittura il Metrò sotterraneo di Parma. Come è sbagliato, infine, dimenticare la soluzione ambientalizzata scelta fin dall'inizio per il Passante, il quale potrà così inserirsi perfettamente nel paesaggio della pianura padana. Quindi ci vuole, per il Partito Democratico, per il Governo e per Legambiente, una strategia generale da cui derivare le singole scelte; favorendo fortemente la rete ferroviaria nazionale e i sistemi ferroviari metropolitani, ma anche risolvendo i pochi nodi essenziali della mobilità su gomma, cioè non abbandonando alla paralisi i 40 milioni di automezzi circolanti. Senza scelte ideologiche unilaterali, non riformiste perché prese fuori dal contesto della strategia generale.