Il ministro chiede la deroga per l'affidamento ad Autostrade: «È l'unico modo per realizzare l'opera» LA PATATA BOLLENTE del Passante Nord arriva a Bruxelles: il ministro Antonio Di Pietro ha chiesto un incontro alla Commissione Europea per ottenere l'autorizzazione a soprassedere alla gara pubblica per l'affidamento dei lavori e assegnare la progettazione e realizzazione dell'opera direttamente a Autostrade per l'Italia. Un obiettivo che avrebbe anche l'indubbio vantaggio di evitare, nel caso in cui l'appalto venisse messo a bando e fosse vinto da una azienda diversa da Autostrade per l'Italia, onerosi procedimenti legali per risarcimenti milionari da parte di un ente che, col Passante realizzato, vedrebbe scomparire un pezzo di autostrada, l'attuale A14 Bologna Nord-Bologna Sud ,che frutta non pochi denari. Il ministro dice chiaro e tondo che «il passante per Bologna o lo realizzerà Autostrade per l'Italia o difficilmente si potrà fare». Sarebbe un «controsenso », argomenta Di Pietro, spezzare la gestione della Milano-Roma- Napoli, con una competenza di Autostrade per l'Italia «che si fermerebbe a Bologna Nord per riprendere a Bologna Sud», per non parlare del fatto che l'affidamento a un gestore diverso «sconvolgerebbe il piano finanziario di Autostrade per l'Italia». Si apre dunque un nuovo spiraglio dopo il ritiro, a Roma, dell'emendamento alla Finanziaria che prevedeva lo stanziamento di 20 milioni per cominciare la progettazione esecutiva dell'opera. La mossa di Di Pietro viene accolta positivamente in Provincia: «È dal 2005 - spiega il vicepresidente Giacomo Venturi - che chiediamo al Governo di verificare questa possibilità, visto che il Passante si configura come una variante ad una autostrada già in concessione a quel gruppo. Se l'Europa desse l'ok, allora si potrebbe progettare e realizzare il Passante senza oneri aggiuntivi per lo Stato. I vertici di Autostrade hanno già espresso la loro disponibilità e assicurato che avrebbero la copertura finanziaria, e anche il primo ministro Prodi, nell'ultima lettera che ha inviato a Provincia, Regione e Comune, ci ha confermato il suo impegno per un confronto con l'Europa. L'importante è che Bruxelles si pronunci, in un senso o nell'altro, entro la fine dell'anno, prima dell'approvazione definitiva della Finanziaria. Perché continueremo comunque lavorare su due fronti, continuando a chiedere a Roma le risorse per la progettazione esecutiva». Si vedrà, adesso, se i desiderata di Di Pietro e Prodi verranno esauditi da Bruxelles, cioè se si riuscirà davvero a convincere le autorità europee che il Passante Nord è una variante all'attuale percorso dell'A14. «Non c'è un raddoppio di autostrada - riflette il ministro - ma semplicemente uno spostamento di sede dovuto a una ragione sopravvenuta, cioè che nel frattempo l'area dove passa l'A14, e che è già in concessione ad Autostrade, è divenuta centro città» Il ragionamento è apparentemente inoppugnabile: il Passante Nord altro non è che una variante, una curva in più dell'A14. E l'A14 ce l'ha in concessione, fino al 2038, Autostrade per l'Italia. Quindi, dovendo mettere una curva in più all'A14, non serve una gara d'appalto per scegliere l'azienda che propone il costo più basso, Autostrade ha il diritto-dovere di farlo in prima persona. Eppure l'Unione europea per la realizzazione di nuove infrastrutture detta leggi chiare: serve una gara d'appalto pubblica per scegliere l'azienda che offre il costo più basso. Per questo si sta lavorando per chiedere una deroga alle prescrizioni europee, chiarendo che, assicura chi sta mettendo a punto i memorandum, non si creerà un precedente su cui poi si apriranno vie privilegiate all'assegnazione dei futuri appalti. Altra carta da giocare a Bruxelles è quella del destino dell'attuale tratto di autostrada che diventerà tangenziale. Con le norme europee vigenti per declassare quel tratto d'asfalto bisognerebbe aspettare il 2038, data di scadenza della concessione data ad Autostrade. E il traffico di Bologna, tutto questo tempo, non ce l'ha.