NEL 1472 fu incaricato Benedetto da Maiano di dividere in due la Sala Grande di Palazzo Vecchio, quella che sta sopra l'attuale Sala dei Duecento. Nacquero allora la Sala delle Udienze e la Sala dei Gigli che oggi l'assessore alla cultura Giovanni Gozzini e l'architetto Giuseppe Cini, dirigente del Servizio belle arti e fabbrica del Comune, hanno presentato dopo il restauro che si era reso necessario. «Questa è un'altra tappa - ha detto Gozzini - di cui siamo felici ma che inevitabilmente ha avuto un costo che distoglie risorse da altre cose ». «Se è vero, come è vero, che a Firenze ci sono il 3 dei beni culturali del mondo intero aggiunge Cini - sarebbero necessari fondi di dieci volte superiori di quelli attuali, e se non c'è la tassa di scopo siamo in seria difficoltà a portare avanti i necessari interventi ». Anche la Sala degli Elementi, il Biancone e il Tepidario Roster nel Giardino dell'Orticultura hanno urgente bisogno di interventi per i quali l'amministrazione comunale è in trattativa con sponsor privati. Intanto è stata di 400.000 euro la spesa complessiva, 88.000 per le Udienze e 314.000 per i Gigli. Le finte architetture e i dorati gigli su fondo blu realizzati da Bernardo Rosselli verso il 1485 (il grande affresco di Domenico Ghirlandaio nel quale sono raffigurati i tre patroni di Firenze, San Zanobi fra Santo Stefano e San Lorenzo, è stato restaurato nel 2000), dopo due anni di lavoro di recupero,tornanoa fare straordinaria mostra di sé. La sala dei Gigli fu modificata da Giorgio Vasari nel 1589quandoaprì l'accesso alla Sala delle Carte Geografiche sacrificando una considerevole parte dell'affresco del Ghirlandaio. Il restauro della Sala delle Udienze, affrescata da Francesco Salviati fra il 1543 e il '45, ha riguardato il basamento dipinto sulle pareti, basamento pesantemente abraso dagli armadi che hanno accolto per secoli le residue collezioni medicee prima e i volumi della biblioteca dei deputati ai tempi di Firenze capitale. I danni, assai consistenti, furono nascosti ripassando a tempera le decorazioni, solo nel secolo scorso furono tolti gli interventi arbitrari precedentemente fatti. «I risultati del lavoro dei restauratori sono stati eccezionali - dice ancora Cini - grazie alla professionalità delle aziende che sono state incaricate con gare separate: la Restauro Ambienti Monumentali per la Sala delle Udienze e la P. T. Color per quella dei Gigli». I fondi stanziati comprendevano eventuali costi imprevisti che non si sono verificati, è stato quindi possibile anche restaurare il bel portale di marmo di Baccio d'Agnolo.