Lo dice Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente, uno dei 17 membri dell'esecutivo del Partito democratico nominato da Walter Veltroni. Il suo "no" al Passante, Della Seta lo aveva ribadito già da tempo come leader di Legambiente. Fatto sta che l'emendamento da 5 milioni di euro per avviare la progettazione è stato ritirato dalla Commissione bilancio del Senato per la contrarietà di Sd e Verdi, mentre erano favorevoli - almeno sulla carta - gli otto membri del Pd. Prodi si è detto «rammaricato» per il blocco dell'emendamento. Lei è «contento». Il Passante Nord è già motivo di divisione all'interno del Partito Democratico? «Nel Pd c'è una dialettica interna, come è normale che sia .Ma dentro il partito non sono l'unico contrario all'opera. La pensano come me Edo Ronchi e Francesco Ferrante della Commissione ambiente. Io sono abbastanza nuovo all'impegno diretto in politica. Il mio obiettivo all'interno del Pdè far crescere la centralità della chiave ambientale. Le scelte devono essere condivise a monte e finora, da parte del governo, è mancata una politica ad ampio raggio. Di Pietro vorrebbe fare solo autostrade, in continuità totale con Lunardi». Quali sono le sue obiezioni al progetto? «Con Legambiente, a Bologna, abbiamo detto "no" sin dall'inizio. Il Passante non è una buona scelta semplicemente perché non ha senso continuare a costruire autostrade. Bisogna invece sistemare le strade già esistenti ma, soprattutto,migliorare la rete ferroviaria. Questo vale in particolare per Bologna, che è lo snodo ferroviario più importante d'Italia. Invece ci ritroviamo con treni più lenti di 20 anni fa, vecchi, sporchi, sempre in ritardo. Il trasporto pendolare è enormemente sacrificato. In Europa tutto questo lo hanno già capito: si punta sulle rotaie, nessuno pensa ad asfaltare. Lo ha capito anche Sarkozy, che certo non può essere considerato un ambientalista né un uomo di sinistra. Ma c'è anche un obiezione di metodo». Quale? «Le scelte che riguardano le infrastrutture prioritarie non possono essere affidate agli emendamenti dei singoli parlamentari. Ci vogliono strategie condivise ». Legacoop, Unindustria e Colleggio costruttori dicono che, senza Passante, «Bologna è destinata al declino». «Ci sono in ballo interessi enormi, per favorire interventi immobiliari nelle aree coinvolte dal progetto. Ma oltre a questo, vedo anche una grande pigrizia culturale. L'idea che le condizioni di sviluppo equivalgano necessariamente alla costruzione di nuove strade, è presente in ampia parte della nostra classe dirigente. In questo siamo molto indietro». Nel Pd si sta lavorando a una posizione comune sul Passante? «Di problemi comequesto ce ne saranno molti altri in futuro. È un partito che nasce adesso, con sensibilità diverse. Su tante cose bisognerà ragionare a bocce ferme. Per quanto mi riguarda, spero che nei prossimi anni non venga costruito neanche un chilometro di nuove autostrade». «Sono contento che il Passante sia stato bocciato» Lo dice Roberto Della Seta, presidente di Legambiente ma anche membro dell'esecutivo del Pd
BOLOGNA SONO CONTENTO che l'emendamento sul Passante Nord non sia passato al Senato .
Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente e membro dell'esecutivo del Partito Democratico, ha espresso la sua opposizione al progetto del Passante Nord. Ha detto che il progetto non ha senso continuare a costruire autostrade e che bisogna invece sistemare le strade già esistenti e migliorare la rete ferroviaria. Ha anche criticato la mancanza di una politica ambientale ad ampio raggio dal governo. Della Seta ha detto che le scelte riguardanti le infrastrutture prioritarie non possono essere affidate agli emendamenti dei singoli parlamentari, ma richiedono strategie condivise. Ha anche espresso la sua contentezza per il blocco dell'emendamento del Passante Nord.
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