CASTELLANETA MARINA. Adesso che paletti e nastro bicolore cingono dassedio case e piscine, vialetti e parcheggi, ora che proprietari e multiproprietari temono per il loro investimento, rischia di essere impopolare sostenere «Io lavevo detto». Eppure Rocco Loreto, ex sindaco diessino di Castellaneta aveva denunciato in tempi tanto lontani quanto non sospetti che la «Città del Catalano», posta sotto sequestro laltroieri mattina dal Corpo Forestale, non è più quella che aveva pensato e disegnato il professor Aldo Rossi, uno dei più prestigiosi urbanisti e architetti degli ultimi decenni. Vedere il presunto ecomostro sbattuto nelledizione del rinnovato Tg5 non ha fatto piacere nemmeno a Loreto, che pure quel progetto lha seguito da vicino, partecipando da sindaco alla conferenza stampa di presentazione ed alla cerimonia di posa della prima pietra (autunno 2001) e da esponente dellopposizione allinaugurazione (estate 2006). «Pochi ricordano che la costruzione di questo villaggio turistico - spiega il sen. Loreto alla Gazzetta - fu programmato ed approvato dallamministrazione comunale da me diretta durante gli anni 90, sulla base di una splendida e affascinante progettazione curata dal prof. Aldo Rossi. Il progetto prevedeva una organizzazione degli spazi e delle attività che portavano, come è riscontrabile nei tessuti urbani mediterranei, ad uno spazio centrale nel quale era previsto anche, tra altre funzioni e servizi, un grande albergo centrale». Loreto rivendica che quel progetto era stato elaborato così per rispondere ad una sua richiesta precisa: «Il passaggio dalla costruzione di seconde case, alla costruzione di strutture ricettive a rotazione duso come alberghi e villaggi vacanze per assicurare sviluppo ed occupazione per il territorio. Chi oggi visita la «Città del Catalano» resta deluso, perché con semplici deliberazioni, assunte alla fine del 2003 dalla amministrazione di centrodestra, in variante alloriginario piano di lottizzazione, tutto è stato modificato, stravolgendo loriginario impianto progettuale del prof. Aldo Rossi ed il programma costruttivo approvato dalla mia amministrazione». Lex parlamentare acclude al suo ragionamento atti e lettere, e offre al cronista il resoconto stenografico del Consiglio comunale del 15 dicembre 2003, quando fu approvata la variante al piano di lottizzazione originario. «Fu fatto sparire lalbergo centrale e con esso le relative possibilità di sviluppo e di incremento dei livelli occupazionali, è sparito un cospicuo tratto del Regio Tratturello Pineto inglobato nel villaggio, si vuole aprire una strada per attraversare la pineta comunale e arrivare direttamente al mare, mentre per le vie brevissime è stato privatizzato lennesimo tratto di spiaggia per i pochi privilegiati del villaggio». I proprietari del complesso turistico, intanto, stanno valutando lopportunità di ricorrere al tribunale del riesame per chiedere la revoca del provvedimento di sequestro emesso dal gip Pio Guarna su richiesta del pubblico ministero Mariano Buccoliero. Tre persone, tra proprietari e funzionari pubblici, sono indagate per concorso in abuso dufficio, distruzione di bellezze naturali dei luoghi soggetti a speciale protezione dellautorità, edificazione in aree naturali protette, occupazione e distruzione di tratturo demaniale. I beni sequestrati hanno un valore compreso fra 50 e 60 milioni di euro. Gli agenti del Corpo forestale stanno indagando per accertare presunte violazioni edilizie in unarea protetta.