Per i militari può essere ceduta subito ma il demanio statale frena il passaggio. Tra una settimana nuovo vertice tra la Regione e Roma per risolvere le divergenze sulle acquisizioni. CAGLIARI. È stata come un miraggio, quasi una meteora: la Sella del Diavolo sembrava a portata di mano. Inclusa nei beni demaniali da dismettere, il colle che la leggenda vuole formato dalle diaboliche terga di Lucifero che, persa la tenzone col Signore dei piani alti, rovinosamente cadde sulla collina del Poetto... Quel promontorio si pensava potesse diventare subito della Regione e, poi, del Comune, ma i tempi stanno diventando lunghi. Eppure da parte dei militari non vi sono ostacoli. Per i militari la Sella del Diavolo ha perso la sua funzione di deposito carburante per i sommergibili, prima, e di collegamento con l'ex deposito di Monte Urpinu (da cui partiva un oleodotto sino a Decimomannu), dopo. Quando è stata annunciata la dismissione dei beni militari si era detto che per il passaggio della Sella, il demanio dello Stato richiedesse l'assicurazione della bonifica e che questa fosse molto costosa. Ma così non è. Dal Comando militare della Sardegna fanno sapere che non vi sono particolari spese in quanto si tratta di depositi che possono essere agevolmente «puliti» senza costi particolari. Allora che cosa blocca il passaggio della Sella alla Regione ? La questione pare più complessa e riguarda tutto il pacchetto dei beni che il demanio aveva considerato dismettibili. La prossima settimana vi sarà un incontro a Roma, spiega l'assessore regionale agli Enti locali Gianvalerio Sanna, «in cui noi chiederemo che il passaggio avvenga per tutti i beni di cui si era parlato». Il problema, insomma, non dipende dai militari, ma dal demanio statale a cui sono passati i beni. Intanto un anno dopo la «lettera d'intenti» tra Comune, Comando militare autonomo regionale, Comando militare marittimo e Università, ci sono già cinque percorsi pronti per essere attraversati e una cooperativa giovanile per fare da Cicerone. La prima parte del progetto è partito l'anno scorso con un finanziamento di 516 mila euro (fondi della legge 37 su interventi a favore dell'occupazione), che nella parte del promontorio di competenza del Comune ha permesso la bonifica e l'individuzione d'alcuni sentieri, di durata e difficoltà diversa. Quando le procedure di restituzione alla città dei siti militari saranno completate, verranno messi a disposizione altri due milioni di euro per il resto degli interventi. In precedenza il Gruppo di intervento giuridico e gli Amici della Terra, a proprie spese, si sono occupati di mantenere i sentieri e di difendere i cartelli indicatori indispensabili per le escursioni dai continui assalti dei vandali. Solo che gli ecologisti l'hanno fatto, hanno affermato polemicamente, con pochi spiccioli: «1500 euro in quattro anni, comprese le visite guidate». Mentre a suo tempo hanno presentato un esposto agli organi competenti per l'immondizia nella Sella, bisognerebbe agire «con un intervento immediato di bonifica». La Sella negli anni Sessanta divenne una zona militarmente strategica. Si era in piena guerra fredda e il mondo era diviso in due blocchi. Da cui la realizzazione dei depositi di carburante sotto il promontorio e il divieto tassativo di transito. Per molti quella storia ha anche permesso di «salvare» dalle lottizzazioni uno dei luoghi più suggestivi di Cagliari. Non va dimenticato infatti che quarant'anni fa non c'era la sensibilità ambientale di oggi, nè norme adeguate. Ultimamente, infine, e grazie a iniziative come quelle del Gruppo di intervento giuridico, la Sella è stata visitata da molte centinaia di persone. E oggi è noto a tutti che quella collina è anche un patrimonio di essenze floristiche particolari e di reperti archeologici.
Sella del Diavolo, dismissione in ritardo
La Sella del Diavolo, un colle a Cagliari, è stata considerata per essere ceduta alla Regione, ma il demanio statale ha bloccato il passaggio. I militari non hanno problemi, ma il demanio statale richiede l'assicurazione della bonifica, che è costosa. La prossima settimana ci sarà un vertice tra la Regione e Roma per risolvere le divergenze. La Sella del Diavolo è stata considerata per essere utilizzata come deposito carburante e collegamento con un oleodotto, ma non è più necessario. La Regione ha già finanziato la bonifica e l'individuazione di sentieri, e ci sono percorsi pronti per essere attraversati. La cooperativa giovanile ha già fatto da Cicerone.
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