«Il progetto di recupero di grotta Guattari presente nel Piano triennale delle opere pubbliche, fa sperare in una nuova sensibilità da parte dellamministrazione comunale di San Felice Circeo, sensibilità per la quale Marcello Zei si è battuto per quasi mezzo secolo». Queste le parole usate da Roberto Zei, figlio del professore e attuale presidente della fondazione a lui intitolata, dopo aver appreso dalla stampa locale del progetto. «Il recupero. la sistemazione e la fruizione attentamente controllata del sito di grotta Guattari - continua Roberto Zei - è un importante passo per la riqualificazione turistica del sud pontino e in particolare per San Felice Circeo che ha la fortuna, finora poco sfruttata, di avere sul proprio territorio un sito archeologico di valore internazionale. Dalla stampa sono venuto a conoscenza del piano dintervento che mi auguro sia affidato a personale della Soprintendenza archeologica del Lazio. Non si può infatti neppure lontanamente pensare di incaricare, per un così delicato compito, persone che non abbiano maturato unesperienza sul campo specifica nel recupero e nella salvaguardia di siti così importanti. Come dalla Soprintendenza - continua il presidente della Fondazione - deve anche essere fatto un eventuale ritrovamento di altro materiale da esporre successivamente in una mostra che andrebbe a integrare quello già presente nella Torre dei Templari». Roberto Zei sostiene inoltre che le visite guidate allinterno della grotta dovranno essere effettuate soltanto da guide autorizzate dalla stessa Soprintendenza, oppure dagli allievi del professor Zei, sempre autorizzati dallente di tutela, che è particolarmente sensibile ad affidare incarichi così difficili a personale altamente qualificato. Questo era già stato evidenziato dal professor Marcello Zei che agli inizi degli anni 90 scriveva: «Il raro paleoambiente è oggi fatalmente soggetto a inquinamento e manomissioni; pertanto la visita alla grotta è consigliata a persone veramente interessate alla materia, le quali saranno tenute a rispettare le disposizioni degli organi di tutela che, fra laltro, limitano laccesso nellinterno della cavità a quindici persone per volta con guida qualificata».